Ciao sono maxcar75
Vedi il mio profilo


Giugno 2007

DLMM GVS
1 2
3 4 5 6 7 8 9
10 11 12 13 14 15 16
17 18 19 20 21 22 23
24 25 26 27 28 29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

I miei links preferiti

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Giugno 2007

Su e giù per i sentieri

di maxcar75 (28/06/2007 - 18:44)

E’ paradossale che mille pensieri che bussano e urlano nella mente si blocchino e svaniscano di fronte al foglio bianco…  

 

Forse hanno paura… Forse sono solo riservati e vogliono restare nel loro limbo etereo e sicuro dove il freddo che popola la maggior parte delle persone non può cristallizzarli…  

 

Sei lì, assorto, il resto intorno a te è offuscato e inutile… La tua attenzione è diretta verso un’unica direzione e sai benissimo qual è…  

 

Ogni soffio, riflessione, muscolo e battito corre da Lei… E’ incredibile come ogni parola e frase prima così profonda e calda ora sia immersa nella penombra… Ma è lì, sirena di Ulisse che grida “ti voglio”… “ti voglio da impazzire”… E non mi bastano mai le tue labbra e le tue mani… Più sei mia e più mi sembra che la tua vicinanza sia sempre troppo poca…  

 

Chiudo gli occhi per sentire con la memoria i tuoi fianchi tra le mani… Un sospiro… Solo tu… Sempre tu… 

 

Giri… Giri… Felice girotondo che come un bimbo che gioca sereno mi fai parlare…  

 

Sento la paura che si affaccia subdola e attenta, la paura di chiamarti “amore mio” perché è presto dici… Ma mi guardo dentro, mi ascolto e mi domando chi abbia stabilito dei tempi, delle tappe a cui dire o non dire e fare o non fare… Mi accorgo che un “ ti voglio bene” suona davvero banale ma dire di più è troppo… Forse è presto davvero, forse ho una paura tremenda di sentirmelo pronunciare… e ho paura che tu allontani quel viso che mi fa letteralmente perdere lontano dal mio…  

 

Come descrivere un’esplosione che sento dentro? Quel fermento che mi fa agitare sulla sedia e che mi fa estraniare dal resto del mondo? 

 

Lo stomaco sotto sopra come a quindici anni… La voglia di sentirti anche se ti ho  appena salutata e non ho cose nuove da dirti ma solo per sussurrarti “ti penso sempre…” e dirti che mi manchi…  

 

Tu mi prendi in giro per questo e fai finta di arrabbiarti… E beffarda più che mai sottolinei che ormai sono tuo… 

 

Sì… Sono tuo…  

 

Non posso e non voglio più nasconderlo…  

 

Perché mai poi? Occultare tanta fortuna… Ma perché?  

 

Un regalo così bello e prezioso che all’improvviso come un sogno nel cuore della notte ha incrociato i suoi sentieri dismessi con i miei…  

 

Non so cosa mi hai fatto ma bene così non mi sentivo da… da quando? Da un’altra vita… Da un altro mondo… Da un altro Massimo…  

 

E il suono dell’indifferenza non è mai stato così lontano… Ora tutto è dedicato, ha un nome…  

 

Resto a guardarti anche quando non ci sei, aspettando un domani che è sempre più un presente oggi da quanto ti cerco notte dopo notte… Maledetti minuti lontano da te che non passano mai…  

 

Ti chiedo di star con me attimo dopo attimo e se vuoi non parleremo d’infinito ma solo di domani… Ma resta con me in ogni istante e continua a dare un senso a tutto, a dare il senso giusto a queste nuvole che dal cielo si fanno abbracciare…  

 

Ho tutto di te in mente… dal tuo sorriso all’intimo miele che tra le lenzuola ho assaporato, labbra su labbra e mani su gambe e seno… Ore ed ore che volano via veloci a baciarti e a stringerti… Così come sei… Così come io ti voglio…  

 

Iniziano ad esserci ricordi che colmano i vuoti del passato e mi rendo conto di chi sei, di chi sto conoscendo ogni giorno di più e di chi non mi fa provare paura nel mostrarmi con tutti i miei limiti d’uomo…  

 

Non importa di tutto il resto se sentirò sempre le tue vocine e vedrò i tuoi sguardi… dolce… sempre… attento… ruffianissimo a volte… ma sempre immenso e splendido in quegl’occhioni scuri…  

 

E non lo so dove sbaglio, non capisco quando esagero… quando la voglia di te mi fa essere troppo presente… troppo attento ad ogni cosa… Insegnami… Cresci con me…  

 

Chiudi gli occhi ora, do io uno sguardo sul futuro, facciamo in modo che sia la nostra prima volta e che lo sia ogni volta… Li chiudo anch’io… buio… niente case, strade, automobili… niente di brutalmente materiale… non faccio nessuna a credere a quanto sto vedendo… la sensazione che tu stia colmando tutto è fortissima e venti avversi non ne soffiano…  

 

Dammi la mano ora… Stai con me… Tutto temporaneo tranne noi se lo vogliamo, smascheriamo le incognite e veniamoci incontro come due lancette fuori dal tempo che girano in sensi opposti per potersi ricongiungersi sul proprio istante…

 

 

Vota questo post

Parola d'Onore

di maxcar75 (22/06/2007 - 16:26)

Cos’è l’onore?  

Non quello che ti fa baciare un anello o tacere un malfatto…  

Ma l’onore che ti fa sentire una roccia dentro, quello che ti fa indurire lo sguardo socchiudendo gl’occhi e ti fa accelerare il battito del cuore scatenando ondate di adrenalina… 

Forse qualcuno la chiamerà coscienza ma non penso sia proprio la stessa cosa… 

L’onore è la possibilità di guardarsi allo specchio che abbiamo dentro e dire io sono “IO”, cavaliere fuori da ogni tempo e sempre alla ricerca di ogni altrove… Lì, in quelle lande desolate dove non ci si abbassa e ci si adegua, dove uno sguardo a muso duro vale mille volte più di cento falsi sorrisi… Eh sì… Perché di falsità si sta parlando… 

Del non essere Uomini… 

Senza andare troppo indietro nel tempo ma solo cinquanta o sessanta anni fa’, di contratti o pezzi di carta vari non se ne vedevano poi molti… Per le questioni di ordinaria quotidianità c’erano la tua parola e la mia. Basta. 

Questo è onore. 

Il tacito affidarsi alla buona fede degl’altri facendo in prima persona il possibile per andare incontro all’altro. 

Parlare sempre chiaro e in maniera diretta con l’interlocutore… 

Ci sono in giro troppi piccoli uomini e troppe piccole donne che vestiti di boriosa ipocrisia professano arroganza e presunzione… Piccoli esseri che di un bel calcio nel culo dovrebbero fare virtù… 

Ridicoli bulletti che presi faccia a faccia innaffiano pantaloni e corrono a piangere sulla spalla di papà…  

Fenomeni da baraccone…  

Io di qua… Io di la…  

Chiacchiere di pagliacci metropolitani che onore non sanno neanche come si scrive…  

Le palle… Bisogna avere le palle per vivere! Ma per vivere davvero, degnamente, per vivere guardandosi in volto ogni sera prima di dormire ed essere fieri di cosa si sta guardando per come ha affrontato l’ennesima giornata… 

Come bambina? Che dici?  

Ce ne sono più di quanto credo? Lo so tesoro… Lo so…

Ci si sbatte il naso contro tutti i santi giorni con questi elementi… Li senti che urlano al cellulare per strada, al tavolo d’un bar, in fila al supermercato… Tutti supereroi ripieni solo di loro stessi… Che peccato che il dono della parola sia così sprecato con tutti gli animali veri che ci sono in natura…  

 

E’ così bello sapere se stai o meno sulle scatole a qualcuno… Lo mandi al diavolo e amen… E basta con questi inutili atti di buonismo… Se mi stai sui maroni o io lo sto a te pace… Tu per la tua e io per la mia… 

Invece no… Perché chi di onore si riempie la bocca non fa altro che trascinare l’apparenza tra una pugnalata e l’altra, nascondendosi dietro la parvenza di un quanto meno esplicito amico attendendo il momento per sopraffarti nuovamente… 

Belle merde…  

Sono scurrile? Scusa bambina… Scusa tu ma non i diretti interessati… 

Non ci penso proprio… Io non faccio quello che perdona e tollera tutto e tutti… 

Ti accorgi di non stare più al loro gioco (se mai ci sei stato…) quando senti mani e cuore che iniziano a tremare, quando vorresti menar giù botte e dire “con me non ti permettere… viscido e miserabile”, quando un ruffiano ti fa ribrezzo come persona e lo ritieni un inutile parassita della società… 

Onore… Cosa sarà mai diventato? Esiste ancora? E se sì quanti lo sentono ancora proprio? Ardimentoso fuoco della propria esistenza? 

Chi può onestamente dire “ti do la mia parola?” 

TU puoi? 

E’ tanto gratificante quanto sgradevole vivergli accanto smascherare questi fenomeni e ricacciarli nel loro buco d’origine, farli dispiacere di non avercela fatta questa volta…  

E sono troppo stupidi per capire quando sei tu a rigirarli come un calzino, a manipolarli come loro vorrebbero fare con te… Troppo illusi d’essere al centro del ring mentre tu sei stretto alle corde… Patetici…  

Mai trovato uno grande e grosso quanto vuoi che avesse le palle per venirmi a dire in faccia quello che pensa di me e che poi, con me, abbia avuto la maturità e l’intelligenza di sedersi ad un tavolo e sanare il diverbio… O almeno che si fosse levato dai piedi e non si fosse più fatto vedere… Ma il lecchino è una brutta bestia da sopprimere… 

Il lecchino E’ la bestia… 

D’onore non si parla, di onore si vive e senza il bisogno di avere indosso un’uniforme e ubbidire ad una bandiera… L’unica divisa che serve è quella di uomo in mezzo ad altri uomini e l’unica bandiera quella senza colori e asta, quella che sventola ottanta o novanta volte in petto ad ognuno di noi…  

Solo quando riusciremo a guardarci fissi negli occhi e non proveremo nessuna paura nel lasciarci andare avremo l’onore di far parte della razza più evoluta… 

Avremo l’onore di essere Uomini. 

Buona vita.

 

 

Vota questo post

Tra le righe...

di maxcar75 (14/06/2007 - 22:13)

Chi sia a scrivere le sceneggiature delle nostre vite io non ne ho la minima idea… penso però che chiunque esso sia un po’ bastardo dentro debba esserlo…

 

Uno che si diverte a cambiare le carte in tavola, un baro, ti fa credere che stai prendendo una direzione e poi prende e stravolge tutto… E tu a ricominciare… A ricominciare a tentare di capire…

 

Altro giro altra corsa signore e signori… Il signorino ha deciso che si cambia tutto e la giostra riparte… Venghino… Venghino signori…

 

Ma a volte il fetente ti spiazza più che in altre e ti ritrovi… Dove?

 

Immerso in uno sguardo nocciola che aggroviglia pensieri e parole e il resto del romanzo appare dimenticato…

 

Il furbetto ci sa fare con le trame… Nulla da eccepire…

 

Sa che come tutti i sognatori davanti ad una stella cadente il desiderio espresso era sempre quello, sempre lo stesso… Trovare lei…

 

E tu da buon sognatore le hai sfruttate tutte le possibilità… da quelle più infantili come recuperare una ciglia caduta alle promesse invocate tra te e te…

 

Ma purtroppo è lo scrivano cosmico a dettar legge e a decidere quando tra le righe del librone incontrerai tra le righe una brezza d’aria nuova…

 

E quella brezza ora la senti… oh sì che la senti… dentro e fuori la pelle… Fredda a volte quando dai brividi ti fa morire e calda… bollente quando ti accorgi di desiderarla come l’unico destino che si possa desiderare… E solo perché è Lei… Lei…

 

Vorresti che lui tra le sue righe scrivesse che puoi sognarla anche ad occhi aperti perché tra i sogni di Morfeo non basta… Non basta mai… E vorresti che tra le sue pagine i capitoli che formano il tempo passato accanto a lei durassero più del tempo stesso, attimi d’infinito in cui tutto il resto si cela dietro ad un muro d’offuscata inutilità…

 

Per non parlare poi delle illustrazioni che tra i paragrafi decorano e mostrano con maggior limpidezza che due sole mani non ti bastano… non sono sufficienti per abbracciarla… accarezzarla… sfiorarle il viso e tenerle le mani… No… Non bastano mai…

 

Provi ad odorare le sue pagine ma subito ti distrai e senti il suo di profumo… Profumo che sa di buono… di buono dentro, di un cuore che oggi giorno è sempre più alla mercè di chi un cuore non sa neanche cosa sia…

 

Leggi attento alcune righe… Vedi quanto è fragile, un cucciolo d’angelo, una finta peste che pensi potrebbe sciogliere gl’artici ghiacci col suo calore… Leggi e rileggi quelle frasi e più le leggi più le fai tue e più la vorresti sempre tra le braccia, stretta, a sussurrarle che la proteggi tu da tutto, che per lei sfiderai anche le prossime pagine che lo scriba astrale sta per redarre…

 

Lei prima di ogni cosa…

 

Solo lei…

 

Solo lei.

 

Stringi a te la sensazione di averla accanto, tu che dormivi non sapendo che stavi per ritornare, camminando per una notte indecorosa senza bacio sulla fronte fino a quando in un sospiro una principessa è apparsa e tutto e cambiato… E te ne sei accorto subito anche se lei ancora oggi ride e smentisce… Ma la verità è che tutto è cambiato davvero, che lei ha cambiato davvero tutto…

 

Non il passato… no… quello per fortuna non si cambia ma il presente che decide e gestisce il futuro… Ha impedito che il vortice che timido ma deciso che stava nascendo tirasse giù a picco tutto il resto della storia e lei non se ne rende neanche conto… Lei è arrivata, tranquilla,  ti ha parlato… si è seduta davanti a te obbligandoti a fare l’indifferente per non passare per un patetico imbranato e come una bolla di sapone nel blu d’un cielo d’estate ti ha riempito la vita, le giornate e le notti, i pensieri e il cuore…

 

Già il cuore… Ora lo senti che ha ripreso a battere… Dov’era finito?

 

Inutile organo che stando aggrappato a te deambulava scroccando passaggi…

 

Ora grida… Scalcia, si anima e la chiama… Trema anche un po’… Troppi pugnali e troppe porte ha chiuso per non farlo… Ma grazie a lei a rifatto capolino alla luce del sole dopo tanti momenti di buio…

 

Volti pagina… E le prime parole scritte sono “se mi vuoi”… Con tutte le vostre paure e le vostre speranze che unite possono diventare forza, forza pura… Le chiedi un po’ d’aiuto per mandare via la pochezza che hai dentro…

 

Non tutto ciò che stai leggendo nel grande saggio fa sognare… Perché lo scrittore, come detto sopra, un po’ burlone e menefreghista lo è davvero… Lui pensa solo a divertirsi compiacendosi con la propria opera… E tu allora devi fare i conti con le pagine che trovi tra le pagine, quelle con le frasi scritte piccole piccole… Quelle che parlano di cosa sta intorno a te e di cosa sta intorno a lei… e quelle righe così difficili da leggere sembra non finiscano mai e ti obbligano a leggere con attenzione… con molta attenzione…

 

Perché lei vorresti diventasse tua senza il bisogno e la paura per entrambi di stare ancora male… perché vorresti provarle che i sogni, quelli veri, si vivono con gli occhi aperti… e lei con quegli occhi un sogno te lo fa vivere ad ogni sguardo…

 

Vorresti andare a leggere l’ultima pagina come fai con i libri normali… ma con questo non si può… no no… Con questo non puoi fare altro che leggere e stare attento a non perdere il filo… stare attento a non perdere lei… Lei che si spaventa per parole più grandi di noi ma che parole ancora più grandi evoca…

 

Un tempo mai trascorso quello che ti regala stando con te… Non gesti mai fatti prima ma rituali ritrovati, reinventati e rivissuti in una chiave completamente nuova, completamente tua e sua… solo sua…

 

Se i pensieri fossero trasparenti riuscirebbe a vederlo… Ma non può… Troppe barricate sono erette intorno a noi per vedere quant’è libero l’orizzonte…

 

Rileggi alcune pagine dei capitoli precedenti e ringrazi perché senza loro non saresti quello che sei oggi e forse lei non avrebbe cominciato a scrivere sulle tue pagine correggendo il testo originale e per questo e per altre mille motivi sussurri grazie… Grazie…

 

Per essere nella mia vita… Per avermi fatto rinascere… Per avermi fatto riprovare il bisogno di condividere… Per farmi sentire sempre più giorno dopo giorno la necessità di prendermi cura di te come solo con le cose più preziose si vuole fare…

 

E tu ora lo sei… Sei la cosa più preziosa per me… E lo so che è banale dirtelo così… Ma non sono capace di far meglio… Non sono capace di descriverti come quando sono totalmente tuo mentre mi parli e io sono perso in te e non ti ascolto…

 

Cosa scriva il tizio col pennino magico non mi importa… Gli sono solo grato che sulle mie pagine abbia scritto il tuo nome accanto al mio…

 

Vota questo post

A briglia sciolta

di maxcar75 (11/06/2007 - 22:35)

Da un romanzo scritto, cancellato e poi riscritto cadono pensieri sul bianco del foglio, pensieri liberi, a briglia sciolta, come cavalli nella mia personale Camargue… e non scrivo per difendermi ma per gridare che è dedicato a Te, l’unica fame e sete di cui il mio corpo sente il bisogno…  

 

Non so proprio cosa potrà succedere, sicuro solo di un dolce sottofondo e di questa cavolo di pioggia che da giorni ci annaffia scambiandoci per piccoli germogli e che oggi ti ha regalato un sorriso quando mi hai visto dopo averti aspettato sotto il portone sempre aperto tranne oggi…  

 

Cos’hanno i miei pensieri stasera? Benessere diffuso palpabile e presente e un velo d’inaspettata malinconia che forse è solo stanchezza dopo il cambio d’abito… Forse è solo quello sì… Però è lì e punzecchia bastarda e attenta ogni volta che abbasso la guardia…  

 

C’è la voglia infinita di stare in macchina e guidare… guidare… con la musica alta e i tergicristalli che col loro ritmo accompagnano le note e poi filare via veloci sentendo le ruote che scaricano l’acqua e l’abitacolo che protettivo ti avvolge…  

 

Sì… è stanchezza, sono stanco di dover tener su uno scudo stasera, stasera il mio bisogno di tranquillità grida a dispetto del suo nome con una forza che rasenta la follia, stasera vorrei donare a te la mia armatura, vorrei fartela indossare affinché ti protegga dal mondo che non ti piace, al fine che riesca dove io, semplice uomo, non son capace di arrivare…  

 

Ma che ne so io?! Sono un baluba come tanti altri e forse molto più degl’altri ma questa sera questi pensieri a briglia sciolti sono dedicati a te perché quando il fuoco ha arso davvero brucerà per sempre, è inevitabile e naturalmente umano e Dio sa se io vorrei riuscire a cambiare il presente e trovarti notte dopo notte tra ogni giorno ma solo il tempo sa se ci riuscirò… 

 

Parlo di te e parlo di tutto e non so neanche bene di cosa stia parlando perché questa mente corre veloce da te, scappa e vaga nel resto del mio mondo e poi come una discola monella torna per cercarti e anche lei dedica a te questi pensieri forse perché i trenta qualcosa l’hanno insegnata e sanno che non valgono frasi come “non posso vivere senza di te” o altre smielatezze da cioccolatino…  

 

Sei un regalo, inatteso e giunto quando i regali venivano rispediti al mittente non desiderati… ma sei arrivata e speravo che mi mancassi così tanto, che mi facessi ancora chiedere cosa voglio da me che non riuscivo più a trovare e mi chiedo se da questi pensieri liberi e confusi sia meglio scappare o invece farsi trovare e se si potranno rifare purché tu voglia restare…  

 

E tutti i pensieri che prima sono nati in macchina mentre guidavo sotto la pioggia tornando a casa sono scomparsi nella confusione che li ha generati schiacciati dalla sensazione del tuo corpo che stringe il mio mentre mi baci, realtà che non posso negare e che posso solo adorare… 

 

Sarebbe facile a volte essere più deboli e appoggiarsi ad un bancone, spegnere il cervello e lasciare tutto fuori fino a quando questa pioggia che non la smette proprio di venir giù chiuda il rubinetto… ma non è così semplice fare i conti con se stessi…  Non guardarmi così  bambina… che ne sai tu che l’anima te la sei giocata ai dadi?!  

 

E’ dedicato a te stasera… per come ti guardo e per come sono ripartito dentro, è dedicato a te anche se c’è sempre quel filo di finta stanchezza tra le righe e me… Ogni storia in cui vincono gli umili…  

 

Sembra quasi che me ne voglia andare da me stesso stasera, che qualcosa tenti di mandarmi via… che strana sensazione… Butto un’occhiata ma sembra tutto a posto…  

 

Solo un incontro e mi sono reso conto di chi sei e del perché anche questi pensieri a briglia sciolta sono dedicati a te, perché in ogni momento io penso a te, in questo presente dove io vivo te le cicatrici rimangono ma non fanno più male guardandole e rimangono solo istanti…  

 

Ma alla fine di cosa parla questo foglio non più bianco? Troppo selvaggi questi pensieri per farsi imbrigliare e mettere in questo recinto di carta e bit… Quel velo sembra stia passando perché lei non gli lascia scampo e perché io non ne voglio diventare schiavo come lo sono stato per tanto tempo… 

 

Vorrei avere dentro la magia della neve e coprire silenziosamente tutto quello che dentro fa rumore per lasciar spazio a musica, notte e poesia ma sono di vita terrena e la magia è regina delle fiabe… Così mi accontento di non fare troppo chiasso intorno a me, silenzio, compagno di ritrovata serenità…  

 

Basta correre e rincorrere, io voglio solo una mano nella mano, solo un sole da seguire tutto il giorno con lo sguardo e pace, quella che ti fa dondolare sull’amaca dell’anima col sorriso stampato in faccia, gli occhi chiusi e le braccia incrociate sotto la testa… Ma la fantascienza era pane di Asimov e io non centro nulla…  

 

E di questi pensieri cosa ne faccio ora? Non dire quello che stai pensando bambina! Non è educato davanti a tutti… Ahhh sti ragazzi d’oggi… Ma come ti permetti? Vecchio a chi? Se ti prendo…  

 

Però non sarebbe male tornare un po’ bambini, notti in bianco solo per inventare giochi e sognare… Ferma un attimo… Ma io non ho mai smesso di farlo, ho solo creduto di non esserne più capace e ricordarlo è anche merito tuo, giorni difficili che si superano come quelli normali, favola quotidiana senza bacchetta magica, vittorie e sconfitte che acquisiscono in ogni caso un sapore di euforia…  

 

Ora basta… Fermi tutti, ritornate da dove siete venuti o andatevene dove vi pare, le vostre briglie son tirate ora, un po’ di spazio l’avete avuto stasera e io non posso sprecare tempo e attenzioni che non siano dedicati a lei, ne ho bisogno e forse, spero, ne ha lei…  

 

Ma tu ci sei e per me ora conta solo questo, ora che ti sei fermata a casa mia, è dedicato a te ogni mio tempo senza regole e senza parole che tanto non bastano mai e si ripetono sempre ed è dedicata a te ogni volta che vorrei dedicarti qualcosa che risulta sempre troppo stupida e banale per te…  

 

Vota questo post