Opera prima

Contatto
Basta un contatto per sentirsi in paradiso…
Solo il momento in cui ci si perde ritrovandosi tra le sue braccia…
O quando ti cerca per darti un bacio…per sfiorare le tue labbra con le sue…
Un contatto non è una semplice aderenza di epidermidi… è una scossa, un brivido alla base della schiena… è il momento in cui ti rendi conto che il mondo non esiste, che il mondo è lei… solo Lei…
E’ una droga che ti porta a cercarla ad ogni passo, ad ogni respiro, una dolce dipendenza che ti fa perdere con lo sguardo quando la guardi mentre è assorta nei suoi pensieri.
Il contatto è una calamita, sì, un potente magnete che lei più o meno consapevolmente racchiude in sé, una forza prepotente che attira ogni pensiero ed attenzione verso la sua parte… E tu non puoi fare nulla… Tu non VUOI fare nulla… Perché ti rendi conto di cosa significhi dedicarle ogni istante, avere la giornata illuminata dal suo nome costantemente… E ti perdi in un abbraccio, stretto, inebriato ormai vittima del suo profumo e di tutto il resto e la vorresti stringere sempre di più quasi a farla scomparire dentro di te per averla sempre vicina… Poi ti accorgi che puoi farle male stringendola così e allenti un po’ la presa…lei è li con te e non vuole scappare… Ti fa sentire sicuro… Fa sentire sicure le tue mani che audaci e avide la cercano sempre più… Fa sentire ardite le labbra che si ritrovano e che le lingue fanno giocare a rincorrersi…
E il resto dov’è? Le paure… I moniti… I calci presi che ancora bruciano l’orgoglio? Niente… Svaniti… Lei ha fatto sparire tutto… La magia del suo contatto rende tutto pulito, libero da tempeste se non quelle del cuore che scatena la sua vicinanza… Ora c’è solo il sole, l’aria fresca, strade da percorrere dentro e fuori di voi…
La sua mano che cerca la tua… e la tua che è sempre pronta a farsi trovare…e la testa gira intorno al suo corpo… le sue gambe, i suoi fianchi, il suo seno… gira la testa… gira… ti mordi le labbra sentendo la morbidezza delle sue…
Gira troppo… Fai un sospiro… Riprendi fiato…
Chiudi gli occhi e rivivi gli attimi, riascolti le cose che rossa ti ha svelato, canticchi sottovoce una delle canzoni che avete ascoltato insieme, la rivedi mentre ride imbarazzata dopo che l’hai presa in giro…e vorresti sentire ancora e ancora quella risata, quel momento in cui entrambi siete liberi da costrizioni e turbamenti, solo lei che ride e che minaccia di picchiarti se non la smetti… Tu che fai il duro stando al gioco… E lei che beffarda si avvicina a te sapendo che con un bacio sei suo…
Fintamente indignato le dici che non vale… Ma l’emozione che ti ha regalato dice il contrario… Vale… Vale… Forse al mondo è l’unica cosa che valga davvero…
Il contatto è l’eccitazione che provi quando le sue rotondità risvegliano i tuoi sensi mentre le senti strette a te, è la gelosia che vien fuori quando pensi che a qualcun altro lei possa fare lo stesso effetto e che a qualcun altro, anche se non hai diritto neanche di pensarlo, lei lo ha già fatto…
Il contatto ti porta a volerla tutta per te, ad avere per te anche la sua parte più intima e nascosta ma proprio lui, il contatto, ti ricorda ogni volta che lei ti sta vicino, che è un’anima che ha bisogno di tempo e cure, spazio e silenzi se occorrono…
Strano fenomeno il contatto… Un gesto banale che cela in sé alchimie complesse di istinti ed emozioni ed esperienze…
Le mani nelle mani quando passeggi… Lei seduta sulle tue gambe… Le braccia che si cercano per un abbraccio… Il bacio… Uno dei gesti più teneri e passionali tra i contatti che si possono creare…
Ehhh il contatto… Lampara che ti porta a notare le sfumature sul suo volto e al suo umore, faro che ti indica sempre la direzione da seguire che guarda caso porta sempre verso di lei…
Fenomeno bizzarro ed eccitante… Come la voglia di sentirla tua come nei sogni che ti hanno portato al mattino… Come il desiderio che è sempre più incontrollabile di sentirla gemere… Come la visione di ammirarla dormire accanto a te per poi svegliarvi insieme e scoprire che era realtà e non un sogno che lei fosse lì…
Il contatto… Una manifestazione eterea che nasce dall’approsimarsi di due corpi… Tangibile prova che esiste tutto un mondo invisibile intorno e dentro di noi…
Richiudi gli occhi e lei è di nuovo lì con te… Le dai con la mente un leggero bacio sulla fronte… e capisci cos’è il contatto… E’ il filo conduttore che ti lega a lei anche quando lei è lontana, è la sensazioni che non basti mai anche quando ti è vicina e non vorresti mai che se ne andasse…
Il contatto è il tuo pensiero che ha il suo nome inciso sopra e non sai neanche come questo abbia fatto…
Il contatto è Lei… motore di queste emozioni che stanno ripartendo per correre al suo cospetto…
Incontro
Comincia tutto da una voce…
Da un numero che sul display appare e che velocemente impresso nella mente rimane…
La mano che sempre più svelta afferra la cornetta e l’agitazione che aumenta di volta in volta… Batticuore… Adrenalina… Imbarazzo…
E poi è di nuovo lei, ancora lei, con la sua voce e il suono delle sue risate, musica che ti mette sempre addosso l’argento del buon umore e vorresti che non mettesse giù mai, che le altre linee smettessero di squillare e che i clienti capissero quant’è grande il momento che stai vivendo…
Ma lo capisci solo tu… La saluti tuo malgrado ma le mandi subito un messaggio sul cellulare… mi manchi già… Sai che suona puerile e banale ma è ciò che senti… e allora bando agli stereotipi del macho che non deve chiedere mai o di chi non deve esternare come è dentro per non apparire debole… Non ti ci senti per niente… è che con lei sei ancora più forte…
Arrivi qualche minuto in anticipo sotto casa sua, qualche minuto di troppo a dire il vero…perché volevi esser sicuro d’essere puntuale e perché muori dalla voglia di vederla…e pensi a tutto questo mentre rileggi gl’ultimi sms che vi siete scambiati…e più leggi e più la vuoi e più il tempo infame rallenta…quasi si ferma… e l’attesa diventa snervante…
E’ ora… Messaggio… “sono sotto”… Meglio non suonare… E’ ancora prematuro…
Non vedi niente… Palazzi, auto che ti sfrecciano accanto, il cd nell’autoradio suona solo per se ormai… Ora è solo lei che sorridente si avvicina alla macchina… Solo lei…e non te ne accorgi fino a quando il giorno dopo a mente fredda ricordi l’incontro… Era tutto svanito… Inutile contorno per quello che bastava esser vissuto pienamente da soli…
Ed inizia il magico rituale dei suoi sorrisi…dei baci che non bastano mai… delle mani che si cercano ma devono desistere perché occupate a guidare…
Già… A guidare ma verso dove? Strade che si incrociano decorate da semafori colorati, percorsi fatti cento e cento volte completamenti parcheggiati nel dimenticatoio… Ed è sempre più lei…
Abbracciarla tenendola tra le braccia ad ogni occasione… Cercare il suo sguardo che sai esploderà in un sorriso mentre imbarazzata si volterà dall’altra parte… E senti i brividi… Anche ora che stai solo ricordando…
La fai sedere accanto a te… E’ sempre più vicina… Al corpo e all’anima… E’ una dolce tortura il suo profumo, è un dolce morir di sensi baciare la sua pelle… Le mani che non si staccano, che giocano tra loro creando figure nell’aria e intrecci sempre più arditi… Si porta le braccia intorno al corpo accompagnando le mie… Involontaria una mano posa sulla rotondità del seno… ed è subito brividi e calore… Così, semplicemente seduti uno dietro all’altra, abbracciati con una parte della sua schiena da baciare dietro i lisci capelli… Li scosti e il suo collo è lì…sembra ti chiami… sa che lo vuoi… sempre più ebbro del suo profumo l’accarezzi con le labbra, sempre più suo vorresti non doverti fermare a quello… Ma non puoi… non lì e non ora… Ma la vuoi… La vuoi sentire tua…
Non sai se riesce a sentire quanto ti batte forte il cuore… Da quanto non lo sentivi così? Tanto… Troppo… E lei come lo ha risvegliato?
Domande inutili in questo momento che cancelli veloce come sono apparse… Lei è li tra le tue braccia e non devi sprecare neanche un attimo se non è dedicato a baciarla, ad ascoltarla o a farla ridere…
Lei è con te… Proprio con te… Ancora non ci credi e lei quasi ascoltando i tuoi pensieri si gira regalandoti un bacio…
Il caldo dell’estate che è in te è sempre più pressante… Resisti perché sai che non puoi far nascere primavera lì dove vi trovate ma giocando glielo fai capire… glielo fai sentire quanto vorresti fosse tua… Perché inizia ad esser chiaro come il cielo di Torino quando l’aria è tersa quanto vuoi da lei… Tutto… Anche se i freni della ragione li tieni ben saldi tra cuore e mani… Ma non puoi farne a meno… Nessun pulsante da azionare…
Solo lei… Inaspettatamente lei…
Poi la via del ritorno alla quotidianità, l’orologio che ora ha deciso di correre impazzito sulle sue lancette… Il traffico… Il ricordo degli impegni di lavoro… Riguardi affranto l’ora… Farai sicuramente tardi e dovrai inventare mille scuse… Ma tu non puoi… non vuoi separarti da lei… Il tempo non basta mai e ti dici che non è giusto… Che certe situazioni dovrebbero avere la precedenza sulle altre… Ma i minuti passano ed entrambi rischiate di far tardi…
Arrivati… Il cuore che prima batteva impazzito ora è in un letargico silenzio… Le mani che non vogliono più lasciare le sue… Gli occhi che si riempiono di lei mai sazi… Ancora un bacio ti prego… Ancora uno… e un altro… ancora solo uno… Uno solo e poi vado… Davvero… No… non faccio tardi… Cinque minuti e sono in ufficio (mente il mentitore che già pensa ad una scusa plausibile…)… Dai… E fai i capricci come un bimbo fino a quando lei non ti accontenta rendendoti immensamente felice…
Le strade che si dividono ma solo per le vie… I pensieri che corrono paralleli su invisibili binari che intrecciandosi la riportano sempre da te…
Ti siedi ad una scrivania che al momento è più presente di te… La testa tra le nuvole e le labbra ancora ad assaporare le sue… Il pensiero fisso nella mente… Scrivimi… Scrivimi… Fammi sentire che anche tu mi stai pensando come io lo sto facendo con te… Scrivimi… E non resisti prendendo il telefono in mano scrivendole urlando quanto la vorresti accanto… Quanto il tempo passato con lei non è mai sufficiente…
Ma anche questo non basta… e sorridendo… ti chiedi come abbia fatto a portarti a questo punto…
A questo bellissimo punto…
Susseguirsi
Il pensiero di com’era ieri… Sembra lontano… ma un campanellino risuona neanche tanto poi in lontananza.
Donna vera che prende tutto quello che ho in testa e lo butta nel vento, brezza fresca che mi fa sentire pazzo, una medicina che risveglia i sensi...
E questi maledetti pensieri che urlano, senza darmi retta e respiro, infinita lotta tra razionalità e istinto, passione e sopravvivenza…
Frenare una corsa che metro dopo metro vorrebbe far sciogliere la strada con la sua velocità, chiedermi per un minuto ogni minuto se è l’attimo giusto… e non trovare risposta… o anzi trovarne molte…troppe… ma nessuna linea precisa da seguire…
Cado ancora, mentre tutti dormono e io vorrei che lei fosse qui, accanto a me, vederla sognare ma la ratio, diligente molto più dell’anima, mi riprende e con fare minaccioso mi ammonisce… No, così non va bene…e tu lo sai… Sì, io lo so… ma perché non posso fare finta del contrario?
Perché… Perché il rispetto e la comprensione sono le basi.
Ed è lotta dura…
Non c’è niente di brutto in questa notte di pioggia…e me ne accorgo non appena leggo i miei pensieri… I momenti bui sono passati, a gran fatica ma ce l’han fatta a scivolar via, il tempo e tanto lavoro hanno fatto la loro parte e ora rivedo un sorriso, uno sguardo profondo, riassaporo la dolcezza di un bacio e di una mano intrecciata in un’altra…
Chi gestisce la cabala tra i collaboratori di Eros? Sarà il giullare di corte?
Sempre a scherzare e ad inventare soap opere per la sua banda…
La coscienza che ti dice “va bene così”… “un passo alla volta”… e il fuoco che preme per correre da lei.
Poi ti chiedi di che natura sia questo fuoco e non sai risponderti, sai che non è un incendio ma il suo calore ti fa capire che c’è una brace sotto la cenere… e la tieni d’occhio… Lavori affinché non si estingua ma regoli aria e legna per far sì che non s’incendi tutto il bosco…
Sali e scendi, correre e frenare, occhi e orecchie reattive come quando si corre in pista per sentire un rumore imprevisto, per vedere meglio il punto di corda e affrontare al meglio la sfida con una curva per poi filare rapidi e veloci sul rettilineo che segue…
Con la testa tra le mani e un’espressione che sento di avere da pesce pirla mentre fisso foglio e vuoto contemporaneamente… Mi tiro su, inutile tergiversare, lo stesso tempo che mi ha portato qui oggi mi dirà anche come fare e quando…si tratta solo di ascoltare i bisbigli…
Spengo la radio, ora è solo penombra e il ritmico tintinnare della pioggia, un lenzuolo tirato per metà, sulle labbra ancora la sensazione delle sue, prendo il telefono sperando che non abbia la suoneria attiva… Il bagliore del display infastidisce un po’ i pensieri e l’atmosfera ma il suo nome in rubrica non mi fa più accorgere di niente…
Crea nuovo messaggio…
Sogni d’oro principessa…
Perdonare?
Parlare di perdono è un argomento scottante quanto il motivo stesso per cui lo si deve chiedere.
Ci sono chiaramente vari gradi di perdono e di azioni per cui farsi perdonare. Oggi, leggendo il giornale, mi è venuta in mente quella che ormai quasi ogni sera ci viene riproposta dai telegiornali.
Diamo un’occhiatina in giro… Condomini che si ammazzano per un po’ di chiasso, figli che fanno fuori i genitori per droga, balordi vari che girano armati e ci mettono un attimo ad accoltellarti solo perché magari hai incrociato il loro sguardo…
Se volete vado avanti ma che credo abbiate capito a chi e cosa mi riferisco…
Come dice Vasco “ci si fotte allegramente”…
Ma dove cavolo stiamo andando a finire? In estate ci sarebbe l’alibi che il caldo da alla testa (che se già è malata di suo siamo a posto…) ma qui stagioni o ricorrenze o legislature o chissà che altro non fanno differenza!
La sera vorresti portare la ragazza in un parco, ti fai il film di una seratina romantica mano nella mano ma pensi che lì, al calar del buio è meglio non avvicinarsi… Al semaforo devi stare attento agli zingari (ditemi che son razzista tanto non me ne frega un cazzo!) che in due o tre ti distraggono e ti aprono le portiere dell’auto arraffando tutto ciò che trovano e che probabilmente non sanno neanche usare… Vogliamo parlare poi della ragazza della metro? Vanessa? Lasciamo stare se no i tasti prendon fuoco… Ma come cavolo si fa ad uccidere qualcuno e ad andarsene poi tranquilli per la propria strada come se nulla fosse accaduto??
E Vanessa, purtroppo è solo l’ultima della lista. Una lista (e qui ci si tocca per scaramanzia… plin plin… Fatto!) in cui ognuno può entrare e farne parte, in qualsiasi momento e ovunque.
Anche tu…
Ma non spaventarti bambina… qui, su questo sentiero, sei al sicuro.
Qui i lupi giocano a rincorrere i raggi del sole e non le anime.
Quando un essere umano ritiene di poter decidere chi vive o muore credo che gli si debba restituire la stessa moneta. Se un soggetto non è civilmente “inglobabile” in una società moderna patria di valori e virtù non è degno di farne parte. Come una tossina viene espulsa dal corpo, un elemento va eliminato ed allontanato da chi, invece, gli ha dato la possibilità di far parte di questo gruppo.
Non parlatemi di disadattati e compagnia bella perché son labili scuse… Ognuno è fautore del proprio destino: se voglio essere una bella persona o una merda d’uomo dipende solo da me. Sia che io abbia i soldi o meno o che abbia studiato o che sia cresciuto da solo in brutto quartiere.
Bello salvarsi coscienza e deretano dietro a qualche risposta preconfezionata. Magari da chi l’ha usata prima…
Gente...che le difficoltà nel relazionarsi ci siano è normale… A tutti sta sulle balle qualcuno (io non voglio neanche sapere a quanti le faccio girare…) ma non è normale che non ci siano più tolleranza e rispetto e non necessariamente il rispetto “per quella persona” ma il rispetto per le persone in generale, per la vita…
Teneva la musica alta… Non lo sopportavo più…
E alza il volume anche tu no?!
Mi ha guardato male…
Magari la tua espressione ha messo un po’ di paura… e poi come avresti fatto a vedere che ti guardava se tu, per primo, non stavi fissando?
Lasciando perdere l’aspetto religioso (velo pietoso), ci sono due frasi che regolamentano la mia vita e credo che dovrebbero farlo per tutti:
“vivi e lascia vivere” e
“non fare agl’altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.
No bambina… Non è l’ora di catechismo…
Fermatevi un momento adesso, rilassatevi e pensate in quante occasioni avreste potuto VOI mettere in atto questi due concetti…
Ho detto voi e non in generale perché è da noi stessi, da ogni singola persona che deve partire il cambiamento, la crescita.
Parlare alle masse serve solo fino ad un certo punto e il maggior risultato è quello di creare un leader…
Non va bene.
Ognuno è leader di se stesso. Dirigente e operaio.
Ognuno ha la propria testolina a cui, se vuole, può far girare molto molto bene gli ingranaggi… Oppure puoi sparare a qualcuno perché il colore del suo maglione non si intona con la mia camicia…
Fai tu… Libero arbitrio…
La riabilitazione e il reinserimento in società vanno bene solo fino a certi livelli di inciviltà… Per quelli più lesivi, quelli che prevaricano destino e intelligenza e rispetto non può esistere perdono. Fanno presto gli stipendiati del Vaticano a riempirsi sempre la bocca con questa parola…
Pena di morte? Non sono nessuno per dire se giusta o meno. Dal punto di vista educativo sicuramente no… Basta vedere che negli Stati Uniti si ammazzano tanto per…
Ma ti viene da chiedere perché una persona che si è accreditata il diritto di uccidere qualcuno senza un motivo poi veramente importante debba continuare a vivere…
Ora non si sta neanche più in carcere!
Tra l’indulto e la buona condotta il posto più sicuro è proprio dietro le sbarre!Eticamente la pena capitale vuol dire scendere allo stesso livello di colui o colei che stai giustiziando… Però ti girano…
Dentro si fa la pacchia, fuori non la paghi… Non ci siamo!
E se consegnassimo questi personaggi nelle mani di chi stanno facendo soffrire?
Genitori di ragazze stuprate… Parenti di chi ha venduto i bambini… Mogli e mariti a cui hanno ammazzato i figli… Fidanzati rimasti loro mal grado soli…
Legge del taglione…
Giustizia privata non si fa dite?
Ma qua non si vede neanche quella pubblica!
Qua chi sbaglia non paga… Anzi paghiamo noi per mantenerlo perché l’amico ha anche dei diritti umani! E chi ha ucciso non aveva il diritto di vivere?
Un’altra occhiata al quotidiano… Quattordicenne uccide i genitori perché non gli comprano il motorino…
Su questo coglione non dico nulla se non che ha preso troppe poche sberle da piccolo…
Ma mi fa riflettere sul fatto che il problema è molto più vasto di quanto si veda… E’ un iceberg che silenzioso fa affondare la moralità.
Se non ho il motorino sono fuori dal gruppo perché non sono figo e non so fregare i “vecchi”… Se sono fuori dal gruppo, dalla “cumpa”, non sono come gli Altri e se per gli Altri sono diverso sono fuori…out…
Fuori=solo.
Finito…
Nooo… Mamma e papà non possono farmi rischiare questo…
Me lo comprate o no? O devo farvi sentire quanto taglia questo coltello?
No…Voi non potete capire… Di com'era ai vostri tempi non mi frega un cazzo!!!
E il delirio prosegue da un tg1 a un tg5…
Poveri ragazzi… Mi fanno pena.
Con l’unico ideale del materialismo in testa e un cellulare con fotocamera da 1.3 megapixel nel cuore…
Ma perché non si insegnano certe cose nelle scuole oltre alle materie didattiche? Perché On the road di Jack Kerouac o Alcatraz di Diego Cugia non diventano libri di testo per una materia nuova?
Oggi alla seconda ora ho “libertà”…
Io alla terza ho “ideali”…
Se siamo diventati così poveri dentro rinvigoriamo queste lacune, facciamo bruciare di nuovo gli animi.
Diamo fuoco alla vita che abbiamo dentro congelata come una stalattite…
Ho imparato a perdonare e ho imparato da allora a negare questo regalo a chi non se lo merita.
Ma per tutto e tutti c’è un limite oltre il quale non si deve andare e chi oltrepassa la soglia… beh… ciccio sei fatto…
Valutate voi in quale misura applicare il metro del perdono… Ma se prima di tutto farete in modo voi stessi di aver niente o poco da farvi perdonare penso che le cose diventeranno da subito molto più semplici.
Per tutti noi…
E magari sulla stampa e ai telegiornali troveremo solo il meteo, il traffico e le news sulle vacanze…
Maledetta utopia… Troppi sogni ad occhi aperti…
… E perdonatemi se parlo con le vostre anime… Loro, a volte, preferiscono dormire…
Buona vita…





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