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Archivio Aprile 2007

D'un tratto

di maxcar75 (23/04/2007 - 20:20)

Oggi era una giornata troppo bella per non andare a piedi e far riposare l’auto in garage… 

Due passi e mi dirigo verso la fermata del tram che mi porterà nei pressi dell’ufficio. Il caldo inizia a farsi sentire e cerco riparo nell’ombra fornita dalla pensilina.

Sono in piazza Statuto e per chi non conosce Torino sappiate che è una delle piazze principali non che una delle più belle della città, in balia del traffico in quanto crocevia focale ma elegante come poche sue rivali. 

 

Mi guardavo attorno…i palazzi signorili, il via vai di automobili e mezzi pubblici, i miei coinquilini di fermata, le persone che passavano un po’ di tempo nel giardino ormai verde innanzi a me… E d’un tratto la mia attenzione viene attratta in un punto proprio di fronte a me, su una panchina beatamente incastrata tra due secolari alberi… 

 

Avranno avuto almeno settant’anni ciascuno…Ed erano bellissimi.  

 

Abbracciati e sorridenti, con lui che la cingeva e le dava i bacini sul collo… Le mani di lei su quelle di lui e un’espressione da ragazzina smaliziata sul viso. Pura dolcezza, l’essenza del romanticismo… 

 

Non volevo assolutamente che mi cogliessero in flagrante e così ho cercato di non far vedere che li fissavo… Ma non ci riuscivo…  

 

Sorridevano sornioni e mascheravano promesse che devono essersi scambiati mille e mille altre volte ancora. Teneri e fragili come due fuscelli illuminavano il giardino più del sole che pur era abbagliante oggi.  

 

Solo loro, c’erano solo loro, uno nelle braccia dell’altro non curanti di tutti quelli che correvano per prendere al volo un autobus o di chi suonava un clacson isterico o di un ragazzo che da lontano, da dietro delle siepi che scarsamente lo nascondevano, restava affascinato dalla scena a cui stava assistendo…  

 

Chissà cosa staranno facendo ora quei due signori anziani col cuore da ragazzini?

 Spero stiano continuando ad essere abbracciati…  

 

Se potessi incontrarli di nuovo gli chiederei come si fa, come si vive una vita insieme e provare ancora tanta dolcezza nei confronti dell’altro…  

 

E come si saranno conosciuti? Sono insieme da sempre o si sono incontrati solcando i sentieri dimessi delle loro singole esistenze?  

 

Forse questo poco importa se il fine è quello a cui ho avuto il privilegio di assistere io oggi.  

 

Questa è la prova che si può, che se lo si vuole e si combatte per uno dei più grandi ideali che l’uomo possa difendere, si può ottenere quell’ambito premio che è la felicità di dividere una vita con un’altra persona…  

 

Benzina per il fuoco di sognatori ed eterni romantici…  

 

Sarebbero stati un bel esempio per molti che non danno il giusto valore ad un rapporto e per quelli che non lottano per farlo vivere…  

 

Ma stasera non mi va di far polemica… Stasera mi va di pensare a quei due ragazzi di settant’anni che si scambiavano dolci effusioni con un’aria malandrina sulla panchina di un giardino.  

 

Due giovani amori che non vedevano e sentivano altro che loro stessi…  

 

E’ stato bellissimo vedervi…  

 

E’ stato bellissimo vedere che i sogni si possono vivere…  

 

Buona vita…

 

 

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Petit poema...

di maxcar75 (20/04/2007 - 14:22)

Tra nobiltà e faceto, 

rasentando singolar pazzia 

e funesta ira qualor la via retta non si presenzi,  

 

inerpicando pel sentiero che ignaro al Vostro cospetto  

 

le miei provate membra e ancor più sentiti pensieri recano,  

 

nel cinguettio di augelli e frondar di foglie al vento,  

 

immerso nella calda e rasserenante luminescenza di fratello sole,  

 

in codesta cullante primavera che il bel tempo annunzia…  

 

Lo scalpitio mio destriero sento forte e vigoroso al pari del tuo spirito,  

 

combattente mai combattuto che inermi rendi gli stolti  

 

che lo sguardo ti trapassano con irrisorio fare,  

 

ma gioviale e affettuoso con viandanti e fanciulli che d’un sorriso dono ti fanno e una carezza sul morso ti danno, 

fiero e sicuro,  

 

nella tua gualdrappa di rossi e ori lucenti fiero e certo avanzi,  

 

dal tuo mantello nero e dal mio affetto avvolto… 

 

Su per colli e nel ventre di fiumi e valli,  

 

assecondando l’alternarsi delle lune 

 

e indirizzandosi con gl’astri,  

 

viandanti erranti per il mondo e in noi stessi, 

 

poveri di metallo e carta sonante  

 

ma ricchi di quella ricchezza che valore non ha,  

 

forti di virtù e principi, scudi mai forzati,  

 

lance spezzate ed else che spade ormai non reggon più…  

 

E sono ancora api e fiori e profumi e colori 

 

a scandire tempo ed emozioni,  

 

smarriti noi in noi e in questo dolce andar,  

 

vivendo l’attesa del veder apparire lo scrigno in cui il vostro cuore batte,  

 

balia d’un tesoro che mio vorrei fare,  

 

regno d’un traguardo che io vorrei difendere…  

 

Lo sguardo si anima…  

 

Un tumulto in petto che di vittoria parla,  

 

un brivido che rinfresca le carni accaldate sotto la corazza… 

 

Innanzi a voi infine giunsi,  

 

senza mai pormi dubbi o seppur lecite domande,  

 

schiavo d’un istinto che una sola meta raggiunger voleva…  

 

E ora presso a voi codesto cavaliere  

 

genuflettendosi con amore si prostra, 

 

sfiorando con ardimentoso fare la bianca pelle della vostra mano  

 

mentre il mio sguardo, impudico ma affamato e adorante,  

 

sulle fattezze del signoril viso vostro si perde…  

 

Come ogni giorno…

 

 

 

 

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Giramentos

di maxcar75 (18/04/2007 - 12:13)

Stamattina un leggero giramento di bolas sta caratterizzando la mia giornata… e non è bello… non è cosa buona e giusta direbbe qualcuno.

 

Senza giri di parole o introduzioni: mi fanno incazzare come una bestia quei ragazzi cresciutelli che vivono, per ovvie ragioni di comodità sulle spalle dei genitori, ancora a casa dei suddetti fino e oltre i trent’anni e poi non fanno altro che piangere e lamentarsi delle condizioni che devono “sopportare”…

 

Ma per piacere!

 

Mi rendo conto che nel nostro Bel Paese (?) non ci siano le condizioni per poter sbarcare come si deve il lunario arrangiandosi cercando di essere indipendenti…ma…e qui scatta il ma… quanto c’è in questo modo di affrontare la vita dello scazzo e della scarsa voglia di fare tipica dell’italiano medio?

 

Mi viene questo da pensare perché esempi di ragazzi, anche giovanissimi, che si fanno un fondoschiena a tortiglione per crearsi un avvenire con le proprie forze ne conosco parecchi e penso che per la maggioranza il piatto di pastasciutta pronto o la camicia stirata o meglio ancora zero o quasi spese da affrontare per una casa da mantenere siano motivi più che validi per restare da mammà…

 

In natura appena ne hai le capacità, tua madre ti sbatte in mezzo al mondo e nelle culture di quasi tutti i paesi (vedi nord Europa e Stati Uniti in primis) dopo la maggiore età via… aria… camminare…

 

E non si tratta di bistrattare o rinnegare i doveri della paternità, si tratta di educare i propri figli a vivere, a lottare. Si tratta di formare degli individui che siano poi in grado di sapersela cavare da soli per se stessi e per chi gli sta accanto. Quando qua ti stacchi dalla gonna di mamma e dal portafogli del papy ci si butta spesso a capofitto di improbabili convivenze o, peggio matrimoni e quanti di noi hanno sentito di storie finite ancora prima di cominciare?

 

Ma per forza porca miseria!

 

Come si può pretendere di saper gestire una storia a due che già è complicata di suo se non sappiamo neanche pulirci il sedere da soli! (e scusate il francesismo…)

 

Adesso va di moda pure il finto punk… Ragazzi che dei valori delle culture non sanno un cavolo e che prendono solo quello che vogliono in base alle loro esigenze personali del momento… Avete presente i punk a bestia? Chi di noi non li ha mai visti in girula con il loro abbigliamento stravagante e le loro acconciature rasta… Accompagnati dal fidato amico a quattro zampe…

 

Non sono certo esempi di alta classe in quanto a igiene ed educazione civica (non me ne vogliano) ma maremma maiala queste persone tramandano uno dei pochi movimenti giovanili che unisce tutti i continenti parlando di libertà e fratellanza da decenni… Magari con una birra e una canna di troppo e con un filo di anarchia ma il fine ideologico è encomiabile.

 

I finti punk (sti fenomeni del nostro tempo) invece cosa fanno?

 

Fanno sega a scuola (perché già non sono abbastanza cretini…)

 

Vanno in giro con abiti trasandati (che comprano con la carta di papà nel negozio figo che vende vintage…),

 

Si ubriacano lasciando per strada bottiglie vuote e cervello…

 

E poi, però, la sera tornano a casa dai genitori… E sì, perché alternativo è bello ma solo fino ad un certo punto… Vuoi mettere il letto ortopedico con la tv in camera, il telefono che tanto qualcuno pagherà con cui posso raccontare quanto sono stato figo oggi a qualche sfigato che invece è stato con la testa sui libri a studiare?

 

Questo è ovviamente un caso limite di indipendenza sociale, non è certo il modus vivendi che meglio si confà a certi schemi che bisogna in ogni caso seguire e rispettare.

 

Ragazzi ma vogliamo vivere la nostra vita o vogliamo ancora fungere da parassiti?!

 

Le difficoltà oggettive ci sono e non si discutono, il lavoro che peggio gestito non potrebbe essere, le case che costano un capitale, spese generali da cappio al collo… Ma perché qualcuno ci riesce?

 

Perché anche se a fatica queste persone si sbattono e tirano fuori le palle…

 

Questi sono individui che porteranno un apporto sociale consistente e utile grazie alla formazione acquisita sul campo suddivisa tra esperienza professionale (di qualunque lavoro si tratti) e soprattutto personale.

 

Allora frignate di meno… Se vi è così dura sopportare questi abusi di potere come rientrare ad un certo orario, contribuire quando si può alle spese, non abbandonare i calzini sporchi nel frigo o cose simili andatevene…

 

E’ così semplice!

 

Vi prendete la vostra casetta in affitto, imparate sulla pelle cosa vuol dire “Vivere da adulti” e dopo mille e più problemi da risolvere di continuo inizierete a sentire quella soddisfazione che cresce dentro… Una forza che non sapevate neanche di avere…e vi direte: cazzo… però nonostante tutto ce la faccio!

 

E le difficoltà che quotidianamente bisogna affrontare dalle bollette alle cose più spinose alla cena da preparare la sera quando si arriva tardi dal lavoro e piuttosto si digiuna passeranno… Non svaniranno ma saranno tollerabili.

 

Certo è che se poi andate sempre da mamma per la biancheria da lavare, per fare la pappa o per chiedere soldi per pagare le spese perché vi sieti mangiati tutto in uscite e abbigliamento…figli miei restate dove siete!

 

Per carità…

 

Ma da uno che vive da solo da quando aveva diciotto anni: piantatela di piangere e crescete. O zitti!

 

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Chiedimi se sono felice

di maxcar75 (17/04/2007 - 01:01)

 

Chiedimi se sono felice…

  

Intanto dovresti chiedermi cos’è la felicità… Posto che io ne abbia una minima idea…

  

E’ la continua ricerca di quel filo che ci tiene in bilico sui contrasti ad ostacoli che si fiondano incontro a noi…

 

Un giocattolo pericoloso, uno di quelli con l’adesivo “maneggiare con cura”…Eh sì, perché abusarne senza parsimonia vuol dire perderla come una bolla di sapone nell’aria calda… Vi ricordate? Quanti di noi hanno giocato con un bicchiere pieno di acqua e sapone e la cannuccia ricavata da una biro che poteva essere sacrificata per l’occasione?

  

Ricordi di un tempo svanito come quelle bolle… Ma non tergiversiamo…

  

Parlavamo di felicità… La fotografia di un momento ad alta risoluzione,

  

il miraggio per macchine che seppur sempre più moderne non potranno mai (almeno si spera…) provarne l’ebbrezza…

  

Cosa sia potremmo spiegarlo psicanaliticamente o dal punto di vista medico…ma sono un baluba e non lo saprei fare…quindi mi accontento di identificare cosa sia per me questa benedetta felicità…

  

Dire che ha molte facce è riduttivo poiché per ogni cosa, anche per quella riconosciuta universalmente come la più banale, qualcuno può gioirne…

  

Chi può immaginare dietro a cosa si possa celare…

  

Un regalo inatteso… Una manifestazione d’affetto… Ricevere del denaro… Potremmo andare avanti all’infinito.

 

 

 La felicità potrebbe essere sinonimo di gratificazione…Sono stato bravo (o più furbo degli altri…) e sono stato premiato. Quindi la bambolina omaggio scatena in me questa sensazione… Abbastanza misera come risposta…

  

Ma a pensarci bene spesso la nostra felicità è commisurata al valore o alla grandezza di ciò che in un modo o nell’altro ci viene offerto.

 

 

 E questo non è misero… Questo è triste.

 

 

 Monetizzare la purezza di questa emozione è davvero triste…

 

 

 Per farmi capire meglio vi faccio una domanda: avete mai visto un bimbo appena nato? Quando sorride con quella boccuccia sdentata?

 

Quella è felicità… A lui non frega un bel niente se appena nato amici e parenti dei sui genitori gli hanno portato in ospedale peluches o fiori o completini (che diciamocelo…sono tutti uguali!)… Lui C’E’…

 

E se ne sbatte altamente di tutto il resto!

 

A me fa sognare quell’espressione da piccolo farabutto quando ti fissa…mugola qualcosa in bimbese e scoppia a ridere…  

 

La felicità è l’occasione da prendere al volo, un teatro senza palcoscenico e attori e le quinte… Solo un assolato presente…  

 

Canzoni urlate al vento e mani nelle mani, libertà dai segreti e dalle nostre paure, un boccale di risate che sa di saggezza…  

 

Ruggine da raschiare come smog che giorno dopo giorno, amarezza dopo amarezza ci ha ricoperto e noi non ce ne siamo neanche accorti parcheggiati come siamo nel nostro piccolo box ben chiuso e cieco.

 

 

 La felicità è dimenticarsi dei pericoli e affrontarli quando ci si presentano davanti con la grinta dei leoni e l’audacia di un moderno Leonida, senza paura di chiedere aiuto, senza timore di sentirsi “umani”. 

 

Ma alla fine che cavolo è questa felicità? Boh…

  

Troppe domande e in questo caso troppe risposte. Ognuna troppo personale.  

 

Ma io sono felice?  

 

Sì.  

 

Ci sono alti e bassi ma l’invisibile filo a cui mi afferro fa sì che io sia sempre felice. Anche quando a volte mi scordo di esserlo perché troppo impegnato a dimenticare chi io sia. 

Sono felice di poter lavorare su me stesso, sui miei limiti, sono felice di riuscire ad allontanarmi sempre più da quello smog che ci rincorre e riveste. 

 

 

 

Qualche giorno fa’ entra in ufficio un ragazzo congolese, un nostro cliente, non ricordo mai il suo nome e lui credo non sappia neanche il mio…tanto io sono sempre o “amico” o “fratello”… Beh… Ogni volta che questo personaggio viene a trovarci porta sempre un enorme sorriso, una bella stretta di mano e ci abbraccia uno ad uno… L’ultima volta mi ha fatto riflettere questo suo porsi così amichevolmente per il semplice fatto che noi, con lui, ci siamo sempre comportati con il massimo rispetto. Quel ragazzo è felice di aver trovato delle persone che non l’hanno preso in giro, che non si sono approfittate del suo status di extracomunitario…Cosa più importante: è felice perché non limitiamo la sua libertà di voler essere libero saccheggiando la sua dignità di uomo.

  

Ecco cos’è la felicità.

 

 

 

Un’amica mi ha fatto ricordare le sensazioni che provai quando andai nel Sahara, nel Grande Erg… Un sogno realizzato, l’immensa libertà di avere lo sguardo che si perdeva in ogni orizzonte, il fruscio del vento e della finissima sabbia che mi sussurravano quanto fossi piccolo in mezzo a quell’immenso…Eppure ero io… Così piccolo ma a cavallo dei miei sogni e dei miei ideali… Praterie ancora più estese di quel sinuoso agglomerato di morbide dune…  

 

Per qualcuno felicità è dare, per molti ricevere…ma così facendo si continua a quantificare… e se felicità fosse essere?

  

Stanotte ho preso un argomento più grande di me e la febbre non mi aiuta o forse mi aiuta perché inscatola le cavolate che potrei sparare…  

 

Non ho neanche capito con me stesso se mi sto ponendo delle domande o dando delle risposte o tutte e due… Delirio…

  

Di una cosa sono sicuro, la felicità è dentro di noi non nella nostra compagna o compagno, no nell’aumento di stipendio o nel regalo di compleanno…Sono solo esche… Pagliativi per farla venir fuori… Una specie rara di paguro che esce solo nel momento in cui è sollecitato.

  

Provate a contare le volte che secondo voi siete stati felici e il vero perché lo siete stati… C’è sempre stato un tramite…  

 

Ma io che ne so poi… Qua cadono le stelle e io sento… Cosa sento?  

Un profumo tra milioni di note e pesto sui tasti, anelli di quella catena che forma il mio filo invisibile… 

 

 

 

Siate felici per voi, per un attimo, cancellando il tempo… Sparirete senza sapere dove andiate… Ritrovandovi davvero…

 

 

 Buona vita

 

 

 

 

 

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Cuore che sanguina

di maxcar75 (11/04/2007 - 14:48)

Un messaggio in arrivo sul mio cellulare... Tra le frasi una mi colpisce... Ricordo tutto quello che ora stai sentendo tu... Il cuore che sanguina… Un’espressione che tutti abbiamo sentito e che credo tutti abbiamo provato… Io personalmente…ho dato…  

Cosa scatta in noi quando viviamo una relazione?  

Un mix pericolosissimo di sadismo e masochismo, una barbara tortura che a volte inconsapevolmente mettiamo in atto e a volte, purtroppo i più bastardi dentro applicano con freddezza chirurgica… 

 

Rendiamoci conto che già una storia è un incasinato inferno di alchimie che devono amalgamarsi con tutti i limiti vigenti che contrastano l’unione…se poi, superati o accettati questi limiti ci diamo la zappa sui piedi o peggio, la facciamo dare dalla nostra compagna o compagno di turno sulle rispettive zampette questa è bastardagine pura… o forse è solo la stupidità di cui noi uomini siamo capaci… 

 

Troppe volte ho sentito storie o vi ho assistito in cui una delle due parti soffre a causa dell’altra per i più svariati motivi…e so che bisognerebbe sempre ascoltare le due campane…sì…sì… 

 

Ma mi fa davvero incavolare che la maggior parte delle volte in queste situazioni i motivi siano sempre maschere per uno molto peggiore e di gran lunga più lenitivo: il menefreghismo.  

La mancanza di rispetto verso un’altra persona è già di per se un fatto abbastanza disgustoso presupponendo che si viva oltretutto in una società civile… Ma che questa carenza vada a cadere sulla persona amata (?) a me le fa davvero girare! Se non altro per chi, come me, al fianco non ha nessuno e non per scelta propria…  

 

Se hai la fortuna di avere accanto qualcuno che nolente o volente vive per te, per renderti felice, soddisfarti, compiacerti ecc, ecc, tu come ti permetti di non mettere al primo posto nelle tue priorità costui o costei?  

Come può non essere la cima del tuo mondo?  

 

Siamo proprio bella gente… 

 

Voi bambine siete terribili e noi maschietti siamo davvero deficienti… ma di quelli veri come canta Paolo Belli…

 

Prima piangiamo miseria e solitudine e poi facciamo piangere gli altri! 

 

Che teste di quiz che siamo!  

 

Lo sento… Sta arrivando… Anche a ‘sto giro mi tocca… 

E’ la vocina… 

Sì, quella che dice con tono schifato e sprezzante “io non sono così, parla per te”… e già vedo l’espressione stizzita su una faccia stizzita… 

 

Ma vai a prendere un bel manico di scopa e… e… ci siamo capiti… 

 

Siamo tutti santi fino a quando qualcuno non versa lacrime per colpa nostra…e tutti ne abbiamo fatte versare, quasi tutte senza neanche saperlo.  

Ma frasi come “sei tutta la mia vita” o “sei tutto per me” servono solo per rimorchiare, fare sesso sicuro (che oggi vuol dire solo uscire con qualcuno ed essere sicuri che ci farai sesso)? 

Frasette da cioccolatino rubate ai films di Clark Gable per impressionare? 

Non dico che ogni giorno si debba costruire un Taj Mahal ma se ogni giorno ponessimo un solo mattone per erigerlo?

 

Forse sarebbe un bel passo avanti non credete? 

 

Avendo provato sulla pelle la solitudine vera, quella che non ti fa accettare neanche più te stesso e la perdita di quello che credevo fosse Amore (invece era un calesse… Che idiota! Va beh…ci stava dai…), non riesco a concepire come chi ha la fortuna di vivere quello che a molti ambiscono se ne freghi e trascuri l’importanza della fortuna che stanno vivendo. 

E soprattutto come facciano a non rispettarla come si deve! 

Non serve quella stupida e commerciale festa infilata nel ventre di febbraio per svegliare gli animi… Quella festa dovrebbe essere sempre, ogni giorno…anche ora…adesso… E se state leggendo questo post vicino a chi amate perché non glielo dite ora? O gli date un bacio stringendolo forte? 

Anche un messaggio o un’e-mail inaspettata può riempirgli il cuore di voi… 

E se vi chiedono il perché del gesto rispondete semplicemente “perché tu ci sei, perché sei con me”… 

I Ti amo li lasciamo per altre occasioni più plateali… la semplice complicità arriva prima all’anima e riscalda prima gli istinti…  

 

Perciò pensateci bene… almeno due volte… almeno… prima di far qualcosa che possa far scappare via come una cometa l’anima di chi vi vuole bene… Una cometa vola via veloce e non torna mai sui suoi passi…  

 

Meditate bambini…  

 

Buona vita

 

 

 

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Ma per chi?

di maxcar75 (05/04/2007 - 13:54)

Qualche anno fa’ lessi (non il cane stordito!) “L’immortalità” di Kundera e talvolta una domanda si ripresenta, perché c’è sempre una domanda dietro l’angolo, puntuale come le tasse e spinosa come un rovo in primavera…

 

 

Adesso non cominciate tutti a toccare ferro o altro perché tanto lo so che tutti, tutti, lo avete pensato prima o poi…quindi… Cosa resterebbe di me se io ora (magari non proprio subito però…) dovessi morire?

 

 

Cosa si direbbe di me? Di come ho vissuto? Di cosa ho dato o lasciato? A parte il sottoscritto penso che nessuno possa rispondere esaurientemente a tutte le domande perché nessuno sa tutto di me, un po’ perché non l’ho permesso a nessuno e un po’ perché non frega poi a nessuno di chi è o non è Massimo… E non posso dargli torto…

 

 

Ho deciso pertanto di scrivere due righe in proposito e visto che il saputello di turno smarronerà perché dice che non gli frega niente, io rispondo che me ne frega altrettanto di lui… Io scrivo innanzi tutto per me e basta e se poi quello che sono posso condividerlo con persone intelligenti ben vengano… Altrimenti amen… Uno per tutti… Uno per uno… (scusa Dumas).

 

 

In cosa credo… Credo nell’amicizia più profonda, dove devi dare tutto e se possibile anche di più superando i tuoi limiti, credo nel rispetto assoluto verso un altro uomo chiunque esso sia, credo che come tu debba dare tutto incondizionatamente devi anche confutare tutto quando dall’altra parte, dopo averci provato e riprovato, ti viene negato lo stesso onore.

 

 

Credo nell’amore, nel motore del mondo, artefice di poesie, romanzi, tragedie e sogni e credo che non ci si debba mai fermare se ancora non lo si ha trovato o se lo si ha perso e, al contrario, se lo si ha bisogna stringerlo forte tra le braccia coltivandolo come un inerme germoglio che necessita di continue cure.

 

 

Credo che per quanto mi piaccia poco, io debba riconoscere che in questa società i soldi siano la cosa più importante, perché senza non sei nessuno… Basta provare per credere… Non credo in uno stato che crea lavoro fittizio e temporaneo che quando poi lascia il suo popolo col culo per terra non ti da neanche una mano per pagare le bollette e anzi ti addita come se tu fossi un parassita che vuole campare sulle spalle “degli onesti e dei rispettabili”.

 

 

Credo in un Dio di cui non mi frega un cazzo di come si chiama, credo in lui perché ho bisogno di credere che ci sia qualcuno che tutto questo ha creato e che tutto questo segue e dirige anche se a modo suo e anche se spesso lo mando al diavolo… Ma credo anche che sia meglio parlar sempre chiaro e con sincerità piuttosto che andare tutte le domeniche mattina in chiesa a prendere l’ostia per togliermi i pesi dalla coscienza… La mia… è pulitissima! E le chiese le ammiro solo dal punto di vista architettonico e artistico…

 

 

Credo nella libertà che ti da solo la cultura, nel personale orgasmo che solo un libro sa regalarti, unico per ognuno che lo legge.

 

 

Credo che certe cose non cambieranno mai perché facenti parte della nostra natura, quindi i potenti, con facce o colori diversi, sottometteranno sempre i più deboli e questi sono destinati a dover per sempre servire i loro padroni anche se cambieranno col passare delle ere gli usi e i costumi… Manzoni nel suo capolavoro ce lo descrive molto bene questo e ne parlava già nel 1200… Non ci siamo evoluti per niente…

 

 

E a proposito di evoluzione credo nella democrazia, in quella dell’antica Grecia dove chi aveva diritto di voto poteva rappresentare se stesso e non come nella democrazia di oggi che al contrario è rappresentativa…

 

 

Credevo che non si potesse vivere senza donne e ora che invece ho imparato che lo si può fare e anche alla grande, ho scoperto che il nostro masochistico bisogno di loro non ci farà mai stare con il cuore a posto…

 

 

Credo nella comunicazione, penso sia il bene più grande che abbiamo perché è l’unico che ci permette di conservare la nostra cultura e tramandarla e fa sì che questa diventi le fondamenta per il futuro… Ma non credo più nella comunicazione indotta, quella cioè dove per paura di non risultare accettati ci mascheriamo dietro chat, e-mail o sms e poi quando ci si trova faccia a faccia a parlare è solo il silenzio…

 

 

Credo (e ora si scatena un vespaio…) che le donne siano imbranatissime al volante e che se risultano più brave di noi maschietti è solo perché siamo davvero bravi noi ad evitarle… Basta guardare al centro di ogni ingorgo o sul Pandino al centro della corsia che procedendo zigzagando a 20 all’ora fa formare una coda da suicidio di massa…

 

 

Credo di far parte di una società che è diventata ormai così povera dentro da poter essere chiamata “il quarto mondo” perché in quanto ad umanità e ricchezza interiore il terzo ci ha battuti e anche di parecchie lunghezze…

 

 

Credo nella parità tra uomo e donna e credo che sia andato a farsi fottere questo sano principio quando uomo e donna hanno però perso i loro individuali e secondo me essenziali ruoli sociali creando questa promiscuità di donne cazzute e uomini senza palle…

 

 

Credo nelle seconde possibilità e credo nell’egoismo, quello sano, quello che se ben usato e mai sfruttato o abusato può diventare una buona arma da difesa.

 

 

Credo nella libertà come unico modus vivendi, nella sincerità a viso aperto che sempre meno è valorizzata, credo nelle persone invisibili perché hanno sempre qualcosa di interessante da dire e sanno che sono in pochi a volerle ascoltare.

 

 

Credo nello stare da soli piuttosto che svendersi per piacere a tutti i costi e stare in compagnia con qualcuno che ha solo bisogno di fare numero e credo nell’efficacia dell’ascoltare, il sistema migliore per mettersi nei panni degl’altri e capirli.

 

 

Credo nelle guerre perché quando uno stronzo non vuole far parte del mondo civile devi scendere al suo livello per fargli capire che ci sono dei diritti e che ogni uomo è giusto che ne usufruisca.

 

 

Potrei andare avanti ancora per molto… ma penso sia meglio fermare qui questa mia riflessione e concluderla ammettendo che innanzi tutto credo che un uomo debba essere prima di tutto questo… Un uomo…

 

 

 

 

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Jovanotti - Mi fido di te (Buon Sangue-Lorenzo 2005)

di maxcar75 (05/04/2007 - 12:20)

Per Sara...

Non avere mai paura di volare...

 

 

 

 

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Rose

di maxcar75 (01/04/2007 - 23:34)

Lo sento tutto il tuo cuore,  

la chiave che solo io ho per l’eternità, 

una vita intera per conoscerti,

per esistere, 

chiedere al mondo per sapere spiegare, 

dare tutto il dolore per non soffrirne più, 

venerarti per poter ancora respirare… 

passi la mano tra i lunghi capelli, 

sorridi leggendo le parole che ti ho scritto,

dolcissimo il tuo sguardo,

lo tengo tutto per me, 

mio tesoro, 

dici no con il dito 

mentre un sorriso esplode all’improvviso, 

ora sono qui da solo, 

una foto con te, 

emozioni immortalate in luoghi lontani, 

si ferma un attimo il respiro 

quando un tuo bacio mi raggiunge, 

chilometri superati con un balzo, 

cosa succederà non so,

il tuo paradiso nella foto che ora avido ammiro, 

un brivido per la voglia di partire, 

una smania per la voglia di raggiungerti, 

una vita che sappia di te… 

Ritrovarti ogni sera, 

viverti tutto il giorno, 

tutti i giorni, 

per poter toccare il cielo dopo aver sfiorato il fondo,

senza sapere neanche se sei mia o se solo io sono tuo, 

ma questo foglio con su queste righe non trova risposte, 

forse solo un miraggio o una musa, 

un sogno o un fantasma, 

sembri lo specchio della mia anima, 

serena e ladra del domani,

promesse di correre da te  

e già ti sento, 

mentre tenti di farmi ballare, 

con addosso l’ultimo velo, 

con la tua allegria contagiosa, 

vittima del tuo cercarmi, 

senza scampo resto a guardarti, 

un deserto fiorito,

 un tramonto sull’oceano, 

e non è colpa mia se rimango così,

straniero in nuove emozioni, 

troppo stranito per capire che anche questa è vita, 

un aquilone che si prende gioco del vento 

facendolo andare prima su… poi giù…  

per poi farlo virare a suo piacimento e ancora su e ancora giù… 

La copia in originale di mille poesie  scritte per te, 

da te, 

raccolte perdute per mancanza di coraggio, 

finalmente libero di sognare come una nuvola, 

e tu, nuvola come me, 

so che potresti con la tua pioggia spegnere il mio fuoco, 

ma ho corso tanto… troppo… per non provare a seguire i tuoi passi, 

a scrutare i tuoi luoghi,

a sentire i tuoi respiri… 

Ho sempre fatto tutto per amore, 

spaccato il cuore e perso, 

messo da parte ogni ragione, 

urlato al cielo il suo nome,

e ora solo un’idea fissa, 

un puzzle che scagli via quando non ci sei, 

un’intrinseca paura negl’occhi miei, 

in questa vita che sembra un’autostrada, 

buia senza luna…  

Due giorni che fuori piove e qui il sole che non accenna ad andare giù, 

far piano per non svegliare i vicini di casa, 

cantarti piano all’orecchio la canzone che ti piace tanto, 

sentire il tuo profumo dal tuo collo da cui non mi staccherei più, 

chiedermi questo e quello, 

nessuna voglia di maturare, 

ma neanche nessuna paura di sbagliare, 

sentirsi finalmente strani, 

capisco ora chi sei per me…

 

 

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