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Archivio Marzo 2007

Su una nuvola

di maxcar75 (28/03/2007 - 15:02)

Ma se uno mollasse tutto e sparisse? 

Ve lo siete mai chiesto? Io credo di sì… Chi più spesso e chi solo in un momento di raro sconforto… Ma penso che a tutti questo pensiero prima o poi sia balenato nella testolina. 

Vendere la macchina (la mia amata bambina… sigh…), regalare tutto quello che c’è in casa a qualcuno che ne ha bisogno, racimolare tutti i soldi che si hanno… e via…  

Notti davanti ad internet sognando paradisi che esistono solo nella realtà di una cartolina, cercando voli low cost con mille scali per poter raggiungere nel modo più economico possibile l’agognata meta… 

 

Non ridere bambina…  

Una favola è una cosa seria…  

 

E ti vedi con i tuoi bermuda bianchi, la t-shirt a righe blu, capelli e barba lunghi, ciabattone da spiaggia ai piedi, un’abbronzatura che la dice lunga sul tipo di vita che conduci… 

Una piccola barca per andare a pescare, una casetta tra le foglie delle palme, modesta ma confortevole con un’amaca sonnecchiante e ciondolante tra due alberi…  

E per campare? Basta ingegnarsi, saper fare un po’ di tutto… Io do questo a te e tu altro a me, civile convivenza, regole base di buon vicinato. 

La sera niente tv spazzatura… tutti a passeggiare sulla spiaggia con un bel cocktail di frutta in mano ad ammirare il tramonto incendiato tra i rossi e i blu che incalzano… 

Musica e danze davanti ad un falò e niente più quella sensazione pesante di orari e burocrazia e classismo e ipocrisia e menefreghismo che sopportiamo ogni giorno… 

Niente più grande città…ora è tutto qua… 

Niente società che lottano per sopravvivere… qua vincono tutti…  

 

Ma tu ridi ancora… 

Mi dici che son pazzo… 

 

Forse sì, la pazzia dei cavalieri, di chi crede negli ideali, di chi dei principi ha fatto il proprio credo. La pazzia di un  cavaliere che ha deposto la spada per lottare con le parole, la follia di un uomo che sarà ovunque ci sarà da lottare… 

Allora hai ragione… Sì bambina, forse son pazzo… e ti ringrazio per avermelo fatto notare, per avermi fatto ricordare che un ribelle è innanzi tutto un servitore dei sogni, schiavo e padrone dell’onirico…  Ed è da pazzo che sento la sabbia fine scivolarmi tra i piedi e il sorriso che spontaneo nasce al mattino quando mi sveglio…  

E’ da folle che io finalmente possa vivere tra i colori e tra persone pazze come me che amano solo vivere una favola… 

Un cavaliere stanco di dover portare questa pesante corazza… ecco cosa sono… ecco perché armato della più letale arma, questa penna, svesto i panni del guerriero… inerme solo per avvicinare gli amici ma combattivo e agguerrito più che mai contro gli ostili…  

Cancellare tutto, tutto con un colpo di spugna…ma non per dimenticare e soprattutto non per scappare… ma per non dover rimandare tutto a domani, per non restare senza parole. 

Vivere riguadagnando la semplicità ridendo in faccia ai prodotti costruiti in serie, nuvole di fumo che svaniscono quando tirati fuori dal branco. 

Respirare ogni attimo riappropriandosi dei propri pianti, sentire solo questa voglia perché non c’è niente di male a nutrirsi di sogni. 

Lasciare un mondo che è talmente spento da doversi illuminare con  milioni di stelle e stelline posticce e temporanee per vivere finalmente liberi. 

Liberi come uomini, come sogni imbizzarriti, come ribelli ormai sazi, come cavalieri soddisfatti ed orgogliosi della propria opera. 

 

Perché ora non ridi più bambina? 

Ha sentito il blues che ho dentro? 

 

Cosa mi ha fatto diventare così? Una mattina mi sono svegliato ed era tutto qui, con la voglia di voler tornare a ridere, di avere quella marcia in più che ormai non ricordi di avere avuto anche tu… 

Ora voglio solo sentire questo rock’n roll… la voce della sua Fender Stratocaster e del suo amico sax… 

Sentirli parlare di posti lontani dove un ribelle cammina scalzo sulla spiaggia e va a pesca per poter mangiare, un ragazzo mai più vecchio che divide il suo utopistico sogno con altre persone normali lasciandosi alle spalle i finti alternativi, uno che si è rotto i coglioni e ha cominciato a dire no, forse tardi ma è meglio di niente. 

Suonate amici, per noi cavalieri senza alcuna tavola ma con un regno dentro, incorniciate di note questo quadro che nessuno da Leonardo a Raffaello sarebbe riuscito a realizzare meglio, niente rinascimento o barocco o metafisica… Solo vita vera, il nuovo movimento per  una generazione che fa solo finta di lottare, reduci delle lotte di chi ha già combattuto e vedendone i frutti, suo malgrado, ha perso. 

 

Ma tu ora non mi ascolti più, sei rivolta verso il computer…

Cosa cerchi su internet bambina? 

 

Ma quello non è il sito di una compagnia aerea? Non vorrai anche tu strapparti di dosso quel codice a barre che ti uniforma alla massa? 

Sai che senza quello qua fuori è una guerra? Di quelle più brutte… Senza missili o cannoni… Quella del “tutto va bene”, quella del “sorridi comunque “ e del “non ti uccido solo perché mi servi”. 

Sono momenti lontani quando da uno sguardo la vita poteva cambiare, ora è tutto un gioco e se non sei un equilibrista squilibrato non hai possibilità di ricevere l’applauso… 

Non guardarmi così, non avere sensi di colpa… Senti il rumore delle onde? Lo scoppiettio del sole che si inabissa nell’oceano… Forse in noi qualcosa si è salvato o forse siamo solo i pazzi che tutti, i “normali”, dicono che siamo ma io intanto continuo a cercare il mio paradiso… 

Ti sei mai chiesta perché tutti ambiscono al Paradiso? Perché la gente senta la necessità di credere che questo luogo esista? 

E’ perché ha una vita di merda qui… 

Se stessimo così bene come la società ci impone di far finta che sia, godremmo maggiormente dell’impuro inferno terreno che ora stiamo vivendo e ce ne fregheremmo altamente del giardino segreto con la finestra di fronte da cui il principale, così dicono, ci lancia qualche occhiatina… Praticamente un voyeur… 

Ma qui le cose non vanno così bene e la massa ha bisogno di credere che comunque vada prima o poi il parco giochi si spalancherà anche a noi… 

Io non ci sto. 

 

Perché mi guardi con quel sorrisino tesoro? Cosa vuoi farmi vedere sullo schermo?

Questa? 

 

No… non è un’isola… è la nostra favola…

 

 

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sms

di maxcar75 (23/03/2007 - 15:13)

Un messaggio sul telefonino,

 

il tuo nome ancora in rubrica risveglia tutto,

 

un salto nel tempo,

 

senza paracadute, senza cuscini,

 

mi chiedi come sto

 

e il mio sguardo vorrei tu vedessi,

 

risposte chiare troveresti,

 

solo il tuo volto nel silenzio che c’è tra noi,

 

e devo stare attento in mezzo a tutta questa gente,

 

la mia espressione non mente,

 

potrei scomparire  se davanti a me dovessi comparire,

 

troppe volte “dove sei” e “come stai”,

 

solo per sapere con chi sei,

 

per provare a stare meglio,

 

per  trovare uno spiraglio,

 

parli del cielo che ha strani riflessi,

 

penso ai nostri occhi quando si guardavano fissi,

 

dimmi perché ora ho così poco,

 

dimmi perché non è più un gioco,

 

rivedo te e mi si ferma il respiro,

 

assente guido quest’auto che ignara mi porta in giro,

 

regina del tuo castello,

 

magione che poco è stata dimora di questo modesto menestrello,

 

ma ora è solo freddo,

 

briciole di quel che è stato fatto,

 

l’impulso di chiamarti,

 

l’orgoglio per resisterti,

 

la necessità di parlarti

 

e la paura di riperderti,

 

venti contrari che ci allontano,

 

nella mia sento ancora la tua mano,

 

quando tutti ci davano sposati,

 

quando per nessuno saremmo caduti,

 

vibra ancora il cellulare,

 

i pensieri riprendono a tremare,

 

parli di quando da bambini di sogni vivevamo,

 

di quando dai ricordi ancora non scappavamo,

 

sarcasmo forzato nella mia risposta,

 

una finta forza creata apposta,

 

spengo il telefono,

 

questo discorso silenzioso è troppo rumoroso,

 

sei tutto quello che io vorrei,

 

ma alla mia dignità per te non rinuncerei,

 

non posso toglier voce al mio dolore,

 

neanche per il mio più grande amore…

 

 

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Per te...

di maxcar75 (19/03/2007 - 01:02)

 

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Musicale silenzio

di maxcar75 (15/03/2007 - 15:01)

Perdo fiato e non dormo più,

 girami ancora intorno,  

solo un minuto per riprendermi,  

per vedere che sei tu, 

per sentirti dentro,  

per non dovermi nascondere dietro paraventi fatti di scuse, 

solo un istante,  

sapore dolce senza colpa,  

peccato è solo quando non è voluto,  

sporco è solo quando è fatto male,  

nessun sogno da cui svegliarsi,  

un senso alla vita,  

infinito stare insieme, 

e ora l’attimo diventa minuti che si trasformano in ore,  

nate come un’eternità, 

occhi bassi e voce tenue di chi non crede d’essere il destino,  

di chi non se lo sente addosso,  

così grande da non vederne i bordi, 

sfumati ma tangibili, 

stai per dire qualcosa,  

guance rosse,  

sguardo che si abbassa,  

la mia attenzione che ti dice che tutto puoi raccontarmi,  

che di tutto puoi liberarti, 

che tutto puoi esprimere, 

pura,  

onesta, 

semplice, 

scuoti la testa come una bimba, 

un timido sorriso illumina da dietro i capelli che al viso fanno da scudo,  

timida e leggera scostando il lenzuolo accanto a me ti stringi,  

ed è già mattina,  

ed è tutto così facile,  

senza bisogno di luce, 

le gambe raccolte vicino al seno e la testa sul mio petto, 

un attimo solo e mi rendo conto che ho tutto,  

i tuoi occhi ora meno imbarazzati fissi nei miei, 

quasi senza dargli scampo, 

un discorso enorme,

fatto di parole e parole,  

e progetti e silenzi così pieni di noi da non conoscere parole sufficienti,  

nostalgie chiuse fuori dalla porta,  

inutili domande al cielo, 

risposte in noi,

risposte in questo sguardo che non abbassi,  

in queste guance che ora non sono più rosse,  

la donna ha preso la bambina, 

la donna e la bambina hanno preso me,  

in un diario segreto scritto solo da noi, 

custodito solo da te,  

il calore della pelle sulla pelle e la morbidezza del tuo tocco, 

le dita che giocherellano con le mani dell’altro,  

in questo musicale silenzio,  

con questa strada dritta davanti a noi, 

senza bivi,  

fermo immagine di te,  

vivere così,  

sì,  

in questa pace che ora so com’è,  

una voce che mi chiama,  

le tue labbra che mi sfiorano, 

leggere, 

e ora sono solo brividi,  

tele dipinte sulla pelle,  

inutili le inutili parole, 

vuoi tutto da me,  

non vuoi farmi fuggire,  

lasciati andare e sarà solo amore qui,

qui con me,  

con uno che vive di sogni,  

con chi dei viaggi dell’utopia e della fantasia ha fatto un ragione di vita,  

con chi ti vuole sempre di più,  

credici,  

crediamoci,  

per dare ancora più forza,  

ma tu non mi ascolti,  

non ne hai bisogno,  

rubi tutto quello che ho,  

tutto quello che sai già esser tuo,

io, 

così piccolo di fronte a tutto questo,  

di nuovo i tuoi occhi che mi cercano,  

che mi trovano, 

che trovano i miei, 

le tue dita che seguono il profilo delle mie labbra,  

il calore della pelle sempre più cocente,  

il battito sempre più martellante nel petto,  

domani non esiste,  

oggi noi siamo qui,  

a baciarci tra letto e divano,  

ignari di un nuovo sole che arriva,  

solo un desiderio che corre veloce, 

quasi isterico,  

con la tua bellezza da non farti sembrare vera,  

un’immagine incisa a fuoco nel mio libro, 

un murales che da vita alla mia città, 

chiedermi se saprò tenerti ancora con me,  

trovare mille e altre mille risposte in tutto quello che mi dai,  

in tutti i modi in cui mi cerchi,  

un bacio,  

le mani sul viso,  

un tesoro tra le braccia,  

e tutto quello a cui non rinunciamo vivendo una follia…

 

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Allora mi domando e di.co...

di maxcar75 (14/03/2007 - 13:15)

Quando ci renderemo conto che la nostra classe politica e il Vaticano sono la più grande palla al piede dal punto di vista storico e sociale?

Quei quattro mao mao dei parlamentari and company, a partire dal cicciuto Mastella per finire a quel bell’uomo della Rosy Bindi, non smettono di stupirci toccando sempre più il fondo tra commenti razzisti, sessisti, omofobi e chi più ne ha più ne metta.

Ma qualcuno gli dice quanto sono ottusi? Retrogradi? Antisociali?

Se poi dobbiamo parlare del Vaticano… behhh…allora mettetevi comodi perché si potrebbe far notte… Basta dire che tu, uomo, fatto (secondo le teste porporate…)a immagine e somiglianza di Gesù Cristo ti devi inginocchiare innanzi ad un altro uomo per baciargli un anello che, oltretutto, alla maggior parte di noi risolverebbe per sempre parecchi problemi finanziari…

Non so… ma queste scene mi ricordano qualcosa… boh… ma cosa?... baci… Andreotti… supponenza… potere assolutista… niente mezze misure… Ahh…sì… Si chiama mafia!!!

Non sarebbe stato meglio se il 20 settembre del 1870 durante la liberazione di Roma da parte dei bersaglieri di Lamarmora oltre a liberare la città dall’occupazione dello stato Vaticano non si fossero limitati a lasciargli San Pietro ma avessero mandato tutti, boss compreso, fuori dai maroni?

Pensate a come si sarebbe evoluta la storia moderna in Europa?

Eh va be’… Baciamo le mani a vossia…

Le coppie di fatto nella testolina di qualcuno non esistono o sono intollerabili… Decisamente meglio e più rispettabili quelle coppie che si cornificano, picchiano o ammazzano i figli o i rispettivi consorti… Ma almeno hanno il sacramento del matrimonio! Vuoi mettere? E che cribbio!

L’unione di fatto di due persone esiste da quando esiste l’uomo stesso e per ciò che concerne l’omosessualità non facciamo finta che sia “un male” di oggi, un problema nato in questa società dove dei ribelli si rifiutano di baciare le mani ad un crucco…

Intanto non è un male né un problema (tranne per i trogloditi…), è una situazione assolutamente naturale, anche se non prevalente nel genere, che si manifesta da sempre sia nella natura umana che in altre forme… Quindi basta con  questa ipocrisia e rottura di scatole: ognuno deve vivere come crede meglio secondo le proprie credenze religiose, il proprio orientamento sessuale e politico e il tutto deve essere ovviamente aggiornato con lo scorrere dell’era sociale. Bisogna, in sostanza, andare al passo coi tempi.

Chi ha deciso che due persone che nutrono uno verso l’altro un sentimento che li spinge a condividere una vita per farlo devono per forza trovarsi di fronte a uno che dice di essere un ministro di Dio?

Intanto di quale Dio? Perché quello che propaganda amore assoluto penso non si formalizzi davanti ad un foglio con delle firme o al sesso di chi questo amore lo esprime, respira e vive…

L’amore è amore e basta!

Ma se due vogliono stare insieme e anche avere o adottare dei figli, chi siamo noi per dire e decretare chi può essere un buon genitore? Non mi sembra che sia molto giusto che per i cristiani due che sono sposati lo siano per certo… Come dire… D’ufficio… Annamaria Franzoni docet…

Dobbiamo tornare al tempo del paganesimo?

Che si chiamino DI.CO o PACS, chi se ne importa… non si può dare un acronimo alla LIBERTA’!

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compagnia

di maxcar75 (14/03/2007 - 01:46)

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Spandau Ballet - Through The Barricades

di maxcar75 (14/03/2007 - 01:25)

 

 

Buonanotte bloggers,

buonanotte a chi mi ha fatto compagnia oggi,

a tutti quelli che mi hanno telefonato per salutarmi e per lavoro,

alla signora che mi ha tagliato la strada con l'auto mentre chiacchierava serena al cellulare,

buonanotte alla giornalista che nel telegiornale parla di vallettopoli... (in Italia è evidentemente il problema principale...),

sogni d'oro a "lei" perchè nonostante tutto anche oggi le ho dedicato un pensiero... uno... due... tre...

buonanotte anche al prete che stasera mi ha suonato al campanello mentre ero sotto la doccia perchè voleva benedirmi la casa... A me... Doveva essere proprio disperato... Ma aveva davvero una bella espressione sul viso... che tenero...

notte ai nuovi amici che oggi mi hanno linkato...

notte principessa che ci fai ascoltare della buona musica...

buonanotte a tutti coloro che aspettano domani per tornare a lottare, per avere un'altra chance,

buonanotte a quelli che ora stanno amando e a tutti quelli che piangono un amore,

a quelli che lo sognano e a quelli che lo aspettano,

sogni d'oro a quel signore che oggi ho visto portare via di corsa su un'ambulanza,

buonanotte a me,

a domani.

Buona vita

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Ce nessuuuuunooo???

di maxcar75 (13/03/2007 - 19:13)

 

Credo che dovremmo avere un Dio più umano, posto, intendiamoci, di aver bisogno di avere un Dio.

 

Penso che sia comodo, un po’ troppo comodo, star li a guardarci dicendo che siamo noi, noi piccoli peccatori mortali a dover gestire la nostra esistenza, che dal nostro comportamento dipende il comportamento di

 

San Pietro una volta che ci troveremo faccia a faccia.

 

Se veramente gli appartiene (merita…) tutta questa magnificenza di cui abbiamo sentito decantare ogni virtù sin dalla nascita, perché non ci rende tutti a sua immagine e somiglianza cosicché sparisca ogni forma di malvagità, più o meno nociva, dalla faccia della Terra così da ricreare, se mai c’è stato, un Paradiso Terrestre???

 

Qualche pseudo filosofo potrà dire che è giusto che siamo noi a gestire le nostre vite, che solo così si potrà capire chi merita il gettone omaggio per il Paese dei Balocchi ma chi, Signori della Corte, chi di noi ha chiesto di essere messo al mondo e di essere trattato come le cavie che vagano nel labirinto, sì… quei simpatici topolini che per avere un pezzo dell’agognato formaggio devono rompersi il culo e il muso a causa dei colpi che si prendono cozzando contro i muri di questa prigione?

 

Oltretutto “il Principale”, quello che sta seduto su qualche nuvoletta a guardarci, controllarci e schedarci non c’è mai!!

 

Mai una volta che a una richiesta si faccia vivo, forse è troppo impegnato, va beh siamo in tanti… ma una volta potrebbe farsi vedere, anche solo per un minuto, basterebbe per ricordargli che ci sono anch’io!!

 

Lo vorrei solo un po’ più presente, magari come il Messia di Richard Bach, uno con cui poter parlare, forse non facile da capire ma pur sempre disponibile e aperto alle discussioni, non come quel tizio raffigurato su una croce a cui ci hanno insegnato che possiamo parlare in ogni momento ottenendo come risultato l’imbarazzante situazione  di ritrovarci a parlare pateticamente da soli!!

 

 

 

 

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Monet_Regate_ad_Argenteuil

di maxcar75 (13/03/2007 - 10:26)

Un po' di colore...

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Cat Stevens - Father and Son

di maxcar75 (12/03/2007 - 23:49)

SOLO PER LE PRINCIPESSE...

 

 

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Destra o Sinistra

di maxcar75 (12/03/2007 - 15:11)

 

 

 

Voi da che parte state?

Siete di destra o di sinistra?

 

 

Io non ne ho la minima idea… Sarò anche ignorante… che devo farci…

Sopravviverò lo stesso…ma  spesso questa domanda me la sono posta.

 

 

Certamente sono apartitico, non sopporto nessuno dei nostri esponenti politici e credo che siano tutti o quasi una manica di scrocconi parassiti che pensano solo al proprio tornaconto. Apolitico non posso definirmi perché nel momento stesso in cui espongo un mio parere faccio, ahimè, politica… Quindi? Quindi una strada mio mal grado la devo trovare.

 

 

Ho messo i miei bei principi e ideali sulla bilancia… questo è sicuramente di destra… questo… beh… sinistra piena… destra… sinistra… sinistra… destra… Alla fine è venuto fuori un minestrone.

Mi sono buttato sulla musica… Vediamo di fare chiarezza tra i cd…  cantautori… canzonette… rock dagl’anni settanta ad oggi, interpreti melodici (un po’ da tagliuzzarsi le vene ma sempre utili nelle seratine romantiche…), qualche opera… Insomma c’è di tutto… niente che prevalga e che mi illumini il cammino.

 

 

Allora un bel vocabolario e una bella enciclopedia possono forse dare delle risposte alla mia curiosità…

 

 

In effetti risposte ce ne sono… il problema è che complicano ancora di più il panorama delle scelte e incasinano ancora di più l’orientamento verso cui si può dire di protendere.

 

 

Il risultato, dopo giri e giri mentali, è che non sono etichettabile.

 

 

Intanto credo che non esista più la sinistra, almeno non in una società come la nostra, tutto sommato libera, dove la democrazia gestisce in maniera più o meno equa la vita di tutti noi, per me esiste una destra più estremista ed una più flebile. La scomparsa di un ramo politico quale è quello della sinistra in uno stato come il nostro ma in generale come tutti quelli moderni, con una ricchezza economica e culturale tutto sommato superiori alla media, è che forse non c’è più il bisogno, ma forse è meglio dire la voglia, di lottare con una certa veemenza per ottenere qualche beneficio sociale.

 

 

Non voglio dire che siamo diventati dei pecoroni che accettano passivamente tutto quanto ci capiti intorno ma abbiamo raggiunto dei livelli qualitativi di tutto rispetto, fermo restando, e qui lo scrivo qui lo confermo, che siamo comunque infognati in un sistema così mal ridotto da dover iniziare a pensare a rivoluzionare un po’ le cose… Altro che Bel Paese… Qua va tutto a catafascio…

 

 

Ma rispetto alla maggioranza dei popoli del pianeta almeno riusciamo a soddisfare la maggior parte delle nostre esigenze e anche, diciamocelo, qualcosa in più… Perché anche se piangiamo sempre miseria l’automobile ce l’abbiamo tutti, dal telefonino non ci stacchiamo neanche sotto tortura, in vacanza almeno qualche giorno ci andiamo, Sky ormai ce l’hanno in milioni di utenti e così ad libitum…

 

 

Allora destra o sinistra?

 

 

Il quesito si ripropone…

 

 

Considerando come sopra che forse il cinquanta per cento delle possibilità è, come dire, naturalmente estinto come un vecchio dinosauro che ha fatto la sua storia, resterebbe l’opzione A…

 

 

Ma è troppo facile…e ai ribelli le cose facili spesso non piacciono perché puzzano di fregatura…

E da queste parti puzza se ne sente parecchiotta…

 

 

Mi chiedo allora perché dovrei essere per forza etichettato con qualche sigla o termine? Non sono mica un surgelato del supermercato! (anche se per qualche capoccione parrebbe proprio di sì…)

E se io, come tanti, fossi, nella mia individualità solo e semplicemente un uomo? Senza i “mi consenta” e gli “hasta la vittoria”…

 

 

Solo un uomo con tutti i limiti e sconfinati orizzonti di una mente che può culturalmente crescere senza barriere o colori a limitarla…

 

 

Chi potrebbe venire a dirci qualcosa se il nostro modus vivendi fosse basato sul vivi e lascia vivere e se nel momento di combattere al contempo sapremmo menar giù botte per difendere la nostra libertà individuale?

Destra e sinistra… Un circolo vizioso… sole e luna… Due poli che gravitano nella stessa orbita senza però diventare un insieme, amalgamandosi semmai solo in parte e per brevi periodi…

 

 

Se noi non ci stessimo? Se noi, alla domanda “da che  parte stiamo” rispondessimo imparzialmente “dalla mia e dalla tua” non apriremmo da subito uno spiraglio per la comunicazione e il contatto?

 

 

Etichettare tutto, dare codici, acronimi, è il primo passo per creare diversità e da che mondo è mondo nella testolina della maggioranza delle persone (in misure e maniere sempre da verificare) diverso vuol dire non bello, non giusto… soprattutto non come me, quindi devo stare attento.

 

 

Tutto ciò che è diverso può nella mente dei meno portati all’apertura innescare un meccanismo di autodifesa basato sulla diffidenza che è il primo passo per scatenare una guerra e allontanare persone e culture.

 

 

Sono quindi giunto alla conclusione che non sono e non voglio essere né di destra né di sinistra.

Quelli che san tutto, i saputelli che mai si mordono la lingua, ora diranno che sono un anarchico… e io rilancio con un bel chi se ne frega.

 

 

Io non so cosa sono, so però molto bene chi sono e cosa voglio che gli altri pensino di me, sbattendomene altamente di una politica che di etico non ha nulla e di una religione fatta dagli uomini con tutti i loro limiti terreni.

Ditemelo voi ora chi o cosa siete… Destra o sinistra… Uomini o pupazzi?

 

 

 

 

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Senza respiro

di maxcar75 (11/03/2007 - 01:04)

Senza mai nascondermi,

 

 

lasciandoti tutto il tempo per farmi trovare,

 

 

fugando dubbi e paure,

 

 

in piedi accanto a te, di fronte al cielo,

 

 

io e te,

 

 

vincitori contro il mondo

 

 

e per noi stessi,

 

 

lontani dove solo chi si ama

 

 

sa trovarsi,

 

 

tra disordine, cuscini e lenzuola,

 

 

attori di una scena sempre nuova

 

 

e mai capita,

 

 

protagonisti di un attimo eterno che non c’è,

 

 

per tutto quanto il tempo,

 

 

per tutto quello che ho,

 

 

di te,

 

 

per questo foglio bianco come la notte che sto vivendo,

 

 

lontani da rimorsi, caffè amari,

 

 

cellulare spento,

 

 

luna lontana e discreta,

 

 

solo tu ed io,

 

 

ubriachi di vita e voglia di ricominciare,

 

 

di libertà e dischi,

 

 

al bando compromessi e vendette

 

 

e ancora foto e parole,

 

 

risa e mani che ti sfiorano in posti proibiti,

 

 

guance rosse, gemiti

 

 

e la tua voce che ridendo mi chiede di non smettere,

 

 

osare senza rischiare cicatrici sul cuore,

 

 

e non sei mai lontana,

 

 

qui a casa, nella mia camicia preferita,

 

 

ti voglio addosso,

 

 

ti sento dentro,

 

 

viaggi su treni che sbuffano

 

 

in paesaggi d’altri tempi solo per noi,

 

 

veloci nel buio che protegge progetti,

 

 

vino sulla pelle,

 

 

baci salati senza mare,

 

 

questa chitarra che ritma sospiri,

 

 

divagare dimenticando quando erano solo rimorsi,

 

 

lontani da promesse difficili da mantenere,

 

 

e non è più scuro fuori,

 

 

e non è più scuro dentro,

 

 

e più sento di volerti e più ti voglio,

 

 

e più ti voglio e più sono tuo,

 

 

sicura che non sei come le altre,

 

 

sicura di darmi quello che anche a te piace,

 

 

veemente il tuo sguardo,

 

 

veloce il tuo cuore,

 

 

impazzito il mio,

 

 

tutto suona per te,

 

 

non posso crederci,

 

 

sei con me,

 

 

mentre tutti dormono,

 

 

mentre qualcuno studia, qualcuno va in giro per la città,

 

 

il gatto si stira lanciandoci una fugace occhiata,

 

 

tra le favole e i c’era una volta,

 

 

senza signori,

 

 

solo onesti ribelli,

 

 

metto un altro pezzo,

 

 

altre note che sanno di te,

 

 

per cui vale la pena di arrendersi,

 

 

che sciolgono come quando ho capito di avere bisogno di te,

 

 

camminando di notte,

 

 

come il cielo,

 

 

come un volo che nessuno può controllare,

 

 

con il profumo di una rosa che lieve si fa sentire,

 

 

lontani da avventure e miraggi,

 

 

in un tempio così nuovo e così vecchio,

 

 

immenso,

 

 

vincitori di una scommessa nata sbagliata,

 

 

lontani dalla realtà portati da un sogno,

 

 

sfiorarti con un libro che non riusciamo a finir di leggere,

 

 

i tuoi capelli scesi sul tuo seno,

 

 

pensare a tutte le cose che abbiamo imparato,

 

 

piano,

 

 

piano,

 

 

con tutto quello che il tempo ci ha lasciato,

 

 

con i cassetti dei ricordi

 

 

che finalmente non si aprono più a tormentarci,

 

 

attrai il mio sguardo,

 

 

momento incancellabile,

 

 

una foto in bianco e nero che mai scorderò,

 

 

un brivido nello stomaco,

 

 

mi si ferma il cuore,

 

 

una tua dedica sul cuore,

 

 

e i tasti si fermano,

 

 

rimango fermo, incredulo,

 

 

non so cosa possa succedere,

 

 

guardare l’attimo in un momento,

 

 

spegniamo la tv,

 

 

andare giù, sentire altri brividi,

 

 

mandarti via per farti riavvicinare più in fretta a me,

 

 

non pensare più,

 

 

qui,

 

 

non sapere più chi sono io e chi sia tu,

 

 

un unico cuore fatto da due che prima erano spaccati,

 

 

ma non pensarci più,

 

 

basta aspettare,

 

 

fuori stelle tramontate dall’imbarazzo arrossite,

 

 

lacrime sì ma solo di gioia,

 

 

urla sì ma solo di piacere,

 

 

sangue che ribolle,

 

 

testa che non sa più quello che fa,

 

 

ancora labbra,

 

 

rassegnati a volerne ancora e ancora,

 

 

dolce pazzia,

 

 

estasi che dona dipendenza,

 

 

un ballo che non è mai l’ultimo,

 

 

fregarsene di sapere se sono quello giusto,

 

 

sei qui con me,

 

 

e me ne frego ora se mi farai sanguinare il cuore

 

 

come hanno fatto le altre,

 

 

sei qui con me ora,

 

 

sei qui con me ora e so che non mi vuoi fare del male,

 

 

senza bisogno di spiegare,

 

 

di razionalizzare quello che si può solo vivere,

 

 

sei qui con me mentre su questo quaderno

 

 

scrivo come mi fai stare,

 

 

con una penna in mano come fosse lo scettro d’un re,

 

 

un sovrano che non riesce a fermare lo scorrere dei pensieri per te

 

 

e li butta su un foglio come  soffio che brucia i polmoni,

 

 

veloce per paura che spariscano insieme al buio all’alba,

 

 

senza senso e senza respiro…

 

 

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Libero arbitrio

di maxcar75 (11/03/2007 - 00:00)

Sono andate a dormire,

 

fanno come gli pare,

 

senza pensare,

 

esposte solo quando piove,

 

parole levigate

 

con un lancio scagliate…

 

Inutile aspettare

 

un’alba che tarda ad arrivare

 

con le spalle che si sfiorano

 

e i respiri che urlano…

 

Vuoto come un cielo leggero,

 

io scendo qui,

 

come una nuvola legata,

 

come una roccia levigata…

 

E premo i tasti con queste dita

 

che mi donano vita,

 

su di un foglio con dell’inchiostro

 

innanzi a cui mi prostro…

 

Infinita ricerca di qualcosa di più,

 

qualcosa che non puoi essere tu,

 

alibi senza bandiera,

 

orizzonti senza frontiera…

 

Quando vedo tutto crollare

 

e l’unico urlo che sento echeggiare

 

è non mollare,

 

vivere e sudare…

 

Pregare ma solo perché domani

 

ci sia un altro domani,

 

parlare poco

 

e cercare sempre uno scopo…

 

Niente ti viene dato per niente,

 

eresia da adolescente,

 

vittoria nella battaglia,

 

fondamenta per una famiglia…

 

Ma in fondo io che ne so?

 

Come so cosa brilla e cosa no?

 

Rime confuse

 

su funi sospese,

 

ma a me non frega niente,

 

ho la mia mente in mente…

 

Niente sinistra o destra,

 

nessun ideale in mostra,

 

nessun gioco da strumentalizzare

 

per chi vorrei far sparire…

 

Lasciamo perdere i dieci in pagella,

 

tentano di farci lasciare il sentiero,

 

di lessarci le palle in padella,

 

di illuderci che questo sia il mondo vero…

 

Quando ti perdi

 

e non riesci più a vederti

 

e non sai più se manifestare

 

quanto dentro stai male…

 

Parlare pateticamente

 

con una  croce che mai risponde

 

non serve ad altro che a farci sentire

 

ancora più parte di un circolo indifferente…

 

Amarezza al posto

 

che prima era della dolcezza,

 

vita dai minuti scandita

 

che mai come ora di vita è vuota…

 

Tante e tante poesie,

 

parole e rime,

 

stanco d’esser vittima d’eresie

 

affilate come lame…

 

Anima in vetrina,

 

dimostrando ironia,

 

scaraventando il resto in una latrina

 

abbandonata sulla via…

 

Ribelle non dominante,

 

col potere di ragionare,

 

col potere di sbagliare

 

e con quello di cambiare…

 

Di cambiare le cose…

 

Le cose per tutti…

 

A partire dalle Tue…

 

 

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tom petty and the heartbreakers - mary jane's last dance~1

di maxcar75 (10/03/2007 - 09:17)

 

 

Un bel classico di Tom Petty... Spero vi accompagni in un bel fine settimana...

Buona vita

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F

di maxcar75 (03/03/2007 - 15:09)

Davanti al foglio bianco che mi guarda con uno sguardo ancora più vuoto del mio… sarà che fuori piove o che il buio abbraccia tutto…non so…

 

Un messaggino?

 

Magari una dedica musicale… al telefono… è simpatica e romantica…

 

Ti penso e non ha senso.

 

Dove sarai? So solo il tuo nome e non mi spiego come fai a stuzzicare i miei pensieri continuamente…

 

Mi guardo dentro e cerco il coraggio di chiamarti…

 

Per passare da idiota?

 

Regina e plebeo è solo nelle favole…

 

La prima volta che la vidi,

 

ben ricordo l’emozione,

 

lei che si volta e tutto si ferma

 

e il suo viso impresso nella mente

 

come un  tatuaggio  sulla pelle…

 

Ma non siamo niente,

 

poli opposti che nella stessa orbita

 

non ruotano…

 

C’è solo questa follia che inevitabile

 

mi porta via…

 

Tu… Occhi blu…

 

Chi sei?

 

Che follia…

 

E non sai che sei la mia fantasia,

 

che con un sorriso mi fai morire,

 

occhi blu,

 

e non so come te lo posso dire…

 

Urlo dentro di me e mi scoppia la testa,

 

fresca come pioggia in estate,

 

leggera come lenzuola che volano lontano,

 

non so più cosa faccio…

 

Niente amica… Niente bacini sulla guancia…

 

Tutto o niente con te,

 

occhi blu,

 

sei troppo, tanto, niente sconti o vie di mezzo,

 

assolutamente tu, solo tu.

 

Dentro e fuori di me.

 

 

E già vedo la sua pelle liscia sfiorata dalle mie mani,

 

lei dama e io il suo cavaliere,

 

senza parole per spiegare quello che le parole non sanno dire,

 

solo gli occhi tuoi negli occhi miei…

 

Bella come può esserlo solo quello che non sai come spiegare,

 

ma ho solo parole piccole

 

che non sanno niente di lei,

 

e che avare vorrebbero conoscere tutto di… di…

 

Anche se accanto ha già qualcuno…

 

Anche se al momento nel suo cuore posto non c’è…

 

Cercare scuse per chiamarla… per vederla…

 

Ed essere sicuro che è troppo bella per me…

 

Ma cosa fare se mi fa volare?

 

E così anche oggi se n’è andata…

 

Niente più…

 

Il bisogno di inventare per poterla incontrare,

 

forse qua… forse la…

 

di sicuro se verrà l’aspetterò…

 

Forse no… forse sì…

 

Ma qui ora c’è solo quella bugiarda della luna

 

che promette…promette e mai mantiene…

 

Un mistero…

 

Guidando piano senza sapere dove andare…

 

Provo a distrarmi, a camminare,

 

non ci vorrei pensare,

 

penso al mare,

 

che mistero… te lo vorrei raccontare…

 

Sarà il fumo di questo caffè,

 

o questo inchiostro che non copre il bianco,

 

sarà che ho in mente la tua foto…

 

Non ho scuse da buttare,

 

niente a che vedere col sesso che spesso finisce nel cesso,

 

solo maree che muovono terre, venti ed emozioni,

 

cose dette e non dette…

 

E sarà ancora buio quando queste stupide frasi

 

lasceranno posto ad ancora più stupidi rimorsi…

 

 

 

Perché dimenticati,

 

blues da un cd,

 

vecchie pagine di un diario che qualcosa vorrebbe insegnarti

 

e foto ancora più vecchie prese da una scatola che esce fuori

 

in momenti così…

 

E si gira tra canali in tv e locali in città,

 

in cerca di una maturità che dietro l’angolo

 

butti nella spazzatura,

 

anni luce da quello che sto scrivendo…

 

Cuore umano,

 

sempre diverso tra insegne e odori,

 

autostrade sotto la pioggia

 

e birre e parole…

 

Pezzi di canzoni che come pezzi di vetro

 

tagliano aria e pensieri,

 

senza premura,

 

dividendo amore e sesso senza alcun compromesso…

 

Spengo cellulare e cervello,

 

metto su un altro disco

 

e penso a come sarebbe la tua voce

 

se in piena notte ti chiamassi per sapere se stai sognando…

 

Una lampada accesa,

 

spegnerla per arrestare la voglia di chiamarla e

 

perdere la faccia,

 

qui…

 

So a mala pena chi sono io

 

e lei è lontana dei chilometri,

 

ma cosa voglio aspettare?

 

Spara dritto qui… e non pensarci più…

 

Eterno dilemma,

 

tra paura e rimorso,

 

osare o nascondersi…

 

Mi sento strano…

 

Lei è stata da poco qui,

 

accanto a me,

 

senza immaginare niente,

 

senza sapere quanto ci si sente leggeri vicino a lei…

 

 

Utopia è sentirle dire che prova le mie stesse cose adesso,

 

vedrai… vedrai che avremo  tutto il tempo che vorrai,

 

in luoghi inviolabili,

 

in orizzonti senza più confini…

 

Eterni.

 

Intensi.

 

E se tutto questo non sarà un lieto fine,

 

dimentica queste parole,

 

getta tutto fuori da una finestra

 

ridando al vento ciò che gli appartiene…

 

Parole e frasi come sassi che nello stagno

 

giù veloci vanno come lampi in un bosco,

 

note urlate in silenzio

 

passando inaspettatamente dalla mente…

 

Nuvole soffici e sospese disperse nel buio,

 

inaspettate e non sognate

 

come fuochi d’artificio

 

in una notte d’estate…

 

Sbuffi che come gocce sono vulnerabili e indifese

 

ma che millenarie rocce hanno eroso,

 

palle di neve che portano gioia

 

ma che si sciolgono al sole se abbandonate a se stesse…

 

Tienilo stretto a te quello che ho detto,

 

anche se tutto accade per caso

 

e i desideri ruotano comunque insieme a stelle e pianeti,

 

per ognuno… per me… e per te…

 

 

 

 

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Rod Steward - Sometimes When We Touch

di maxcar75 (01/03/2007 - 14:01)

 

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Carnevale

di maxcar75 (01/03/2007 - 13:18)

E infine Mortadella riapparve...
 
Fantastica l'Italia... Altro che Cento, Venezia o Viareggio... Il più bel carnevale ce lo riservano sempre i nostri amati (?) Onorevoli (ma de' chè...????? Boh...).
Senatori a vita che vanno e vengono, parlamentari più in balia del vento che una manica innanzi a un porto, elementi che danno voti comunicando che poi se ne andranno (tanto nella m... ci restiamo non vi preoccupate...), chi va a destra, chi va a sinistra, chi al centro, i più confusi mentalmente si dividono tra centro destra e centro sinistra... Sai com'è... tanto per non sbagliare (e non perdere la poltrona...)...
Poveri noi...
E a Silvio chi glielo dice ora? Già la mortadella non la digerisce... pensa ora che ne sta facendo indigestione!!! Povero Silvietto... non starà più sui tacchi dalla rabbia!!!
Ma su Cavaliere, ci consenta, tanto lo sappiamo che Lei a ben altre mire... lassù... tra i suoi seguaci e il suo fido discepolo... Non si preoccupi... Tanto il crucco vestito di bianco è solo lì a mo' di controfigura... quello è il Suo posto... Quella sì che è la sua poltrona!!!
Faccia giocare Mortadella col seggiolone della Camera... Tanto per quello che viene considerato non ci si accorge neanche tanto di lui... Basta fargli toc toc sulle grassocce manine quando continua a penalizzare i ceti già provati economicamente ma per il resto basta lasciarlo andare sul triciclo e lui sta bravo...
Non vi viene da pensare che forse servirebbe dare un colpo di spugna stile Argentina?
Sbarazzarci di questi carrozzoni che ci trasciniamo dietro come pesi morti o, per meglio dire, sanguisughe mai sazie...
Porre fine una volta per tutte o almeno per un po' a nanetti con la mania di onnipotenza con la lingua incastrata tra le chiappe degli USA, paffuti ciclisti che se pedalassero di più allontanandosi dal Bel Paese forse lo renderebbero finalmente tale e a tutti quei pupazzi che non sanno neanche scegliere al mattino con quale piede scendere dal letto perchè hanno paura che la poltroncina dei miracoli gli scappi dal sotto i sederoni...
Bisogna essere "autentici", ribelli (non estremisti!), perchè solo chi sa dire no e sa ascoltare può poi dire e mettere in pratica quello di cui ognuno di noi ha bisogno, anche se in misure diverse.
Bando alle etichette, non ci sono destra o sinistra, ci sono cinquantasettemilioni di persone che devono vivere... e vivere BENE, non sopravvivere. Basta chiacchiere.
Il carnevale è finito.

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