Un anno fa’
E’ passato un anno da quando durante la corsa per scappare dalla realtà, il motore gridava di rallentare e io non volevo ascoltarlo, da quando l’autostrada si stringeva inesorabilmente con l’aumentare della velocità,
da quando gli occhi, loro malgrado, non riuscivano a vedere altro che lacrime…
Ricordo tutto di quella sera come se fosse ora, l’odio e l’amore così uniti da distruggersi l’un l’altro, sogni brutalmente scaraventati nel cassetto della quotidiana realtà, rabbia, delusione, disperazione e ancora rabbia.
Lei che non ha neanche il coraggio di presentarsi, sua sorella che ha l’ingrato compito di liberarsi del fastidio e il suo arrivo, quando il campo è ormai libero, in compagnia dell’inseparabile madre.
Cos’è rimasto di tutto quel male? Quanto si può trasformare in bene?
In entrambi in casi sicuramente tanto…
Ma per ora, quasi all’una di notte con i pensieri ad una notte
di un anno fa’, la mia voglia di vivere ritrovata con una fatica al limite della sopportazione, non chiede altro che rinnegare ogni forma di perdono e rinnovare il giuramento che le feci quando le dissi che mai, mai l’avrei perdonata.
Grazie a lei ho toccato quel fondo che non pensavo esistesse e da cui ancora non sono del tutto emerso, ho perso tutto ciò che di materiale possedevo (che anche se poco e misero era MIO…) e anche buona parte di spirituale.
Mi sono perso in quest’anno… E ora chi mi ridarà questi dodici mesi?
Speriamo almeno di aver imparato qualcosa da questa schifosa avventura...
Ora sono qui, alla mia scrivania davanti al mio computer, con la mente che non può non correre a quella sera di un anno fa’, con alcuni progetti importanti che prospettive su altri aprono, una moltitudine di punti interrogati su me stesso e sul futuro, più in balia che mai su da farsi, con una timida voglia di riprovarci ma con una spaventosa scarsa volontà di sbattermi per tentare ancora di costruire qualcosa con qualcuna.
Un anno… E’ passato un anno… 365 giorni addietro ero in mezzo ad una strada con uno zainetto sulle spalle contenente un jeans e due camice di ricambio fino a data da destinarsi (a posteriori: un mese…), il conto in banca in rosso fisso e i debiti che incombevano…
Adesso non è che sia cambiato poi molto o forse sì, i calci nel culo che ti piaccia o meno, qualcosa la insegnano per forza e ora prima che ne riprenda uno di quel tipo piuttosto mi trasformo in San Giorgio e lo abbatto il drago. Definitivamente.
Sarà sveglia ora? Starà ricordando anche lei? Penso proprio di no, non è nel suo stile… Il suo stile è… Meglio lasciar perdere…
E’ passato un anno…
Ne passeranno altri…
Figuriamoci se mi fermo per lei…
Per una così…
Vado avanti. Io.





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