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Archivio Maggio 2006

Dedicato a Te...

di maxcar75 (31/05/2006 - 17:26)

Non hai mai smesso di guidarmi, scaldarmi e farmi sentire bene con la tua luce...

Fa che non si affievolisca mai.

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Per Amore

di maxcar75 (30/05/2006 - 18:50)


Ho aperto Word con la voglia, con il bisogno di scrivere qualche verso, una spolverata d’amore che ogni tanto fa bene anche se fa male.
Avevo un paio d’idee…un incipit, una serie di frasi d’effetto, posto che sia mai riuscito a scriverne una ma soprattutto c’era il desiderio di dedicare qualcosa a qualcuno.
E’ un bel po’ che non capita e stasera un tentativo stava per sorgere…anche se indirizzato al vuoto.
Comunque fa sempre bene.
Ahhhh il romanticismo… Brutta bestia!!!
Si parlava dunque di versi, versi che per una serie abbastanza complicata di circostanze son diventati versacci.
Quante facce ha l’amore?
Domanda più stupida o banale?
Vero, ma è una domanda tanto semplice quanto è complessa la sua risposta.
Il commento lasciato da Andreas ha colto decisamente il segno e ha colpito e affondato il concetto… il… uno dei tanti…
Per gli anticorpi sono ancora troppo lontano, sono ancora un piccolo uomo ma inizio, finalmente, a cercare il locale che un giorno diventerà un laboratorio che un giorno lavorerà a pieno regime sintetizzando un giorno gli anticorpi che un giorno mi faranno mettere fuori il nasone scrutando gli orizzonti di un nuovo giorno.
Ma stasera continuo a pensare a quando, per amore, corri restando senza fiato, a quando diventi rosso e non riesci a parlare, a quando perdi la ragione, a quando spendi tutto, a quando urli al vento che la vuoi.
Dalle casse del computer Vasco grida “Io no, io non ti perdonerò”… Mai fui più d’accordo con te Blasco.
Come cavolo fai a perdonare chi hai amato davvero? Non ci credo. Per me è roba da ipocriti o da chi l’amore non sa neanche dove stia di casa.
Non se puede bambini semplicemente perché l’ammmmore è anche egoismo e quando questo viene solleticato scatta l’autodifesa che per non portarci dritto dritto all’autodistruzione, ci dirotta verso l’astio e il rifiuto.
Vedi tesoro, stasera vorrei dirti resta qui, resta con me questa notte, mi trasformerò in quello che vorrai, sarò come tu mi vuoi. Rimani qui, ti prenderò quella stella che brilla lassù e con lei ti scalderò, come tu vuoi. Rimani qui.
Osservo un filo d’erba che diventa un’interminabile strada da percorrere con te, fino all’ultimo, fino a quando ne saremo capaci, fino a quando con gli occhi aperti sapremo amarci percorrendola in ogni attimo, a modo nostro, noi ci saremo.
Questo lo so.
Non lasciarmi dubbi, bersaglio allo scoperto, con le batoste che ancora fanno male, con parole poco chiare. Ma non è così… non è così.
Stasera è amore. E’ per amore.
E non importa se disorienta o spaventa, abbiamo tutti dietro e dentro storie che sfumano nel buio, che si spegneranno da sé.
Ora sì, ora che è per amore. Ho bisogno di crederci anche se non ne so il perché.
Ma sono vivo. Con o senza di te.
Le facce dell’amore dunque son tante ma basta con gli associazioni scontate. La faccia dell’amore appagato, quella del geloso, quella di chi l’amore lo aspetta davanti alla nutella, quella del tradito, quella del “chi l’avrebbe mai detto”, quella del nome urlato dalla scritta su un muro e poi ancora quella rigata dalle lacrime, quella che cammina con la testa tra le nuvole, quella con il labbro imbronciato dalla delusione e via così, facce dopo facce dopo facce.
Sembra perfetto… ma lo sarà?
Quando la sera torni e cerchi una risposta la troverai?
Se tutto passa poi tornerà come prima?
Speriamo proprio di no! Vorrebbe dire che non si è imparato niente, che abbiamo chiuso gl’occhi. Sarebbe bello, durasse anche solo qualche minuto, ma non deve andare così. Non deve.
Per Amore…
Ti preparo il caffè… no, non alzarti, continua a sognare ancora un po’.
Ci sono sere fatte proprio per l’amore, questa è una di quelle.
(Dio quanto sono melenso stasera! Ora mi viene il diabete…che schifo!)
Ci giro intorno, mi gira intorno, veloce, poi rallenta e poi di nuovo veloce e cancella i giorni duri, è un pianoforte che mi accompagna, è un senso che non ha alcun senso.
Per amore le persone cambiano, a volte in meglio (spesso) e a volte, purtroppo, in peggio, non puoi mai sapere dove e quando la freccia di quel figlio di buona mamma di Cupido si infilerà né tanto meno quando l’effetto della silurata supposta svanirà lasciandoci in un mare di guai.
Ma il rischio vale la pena di correrlo. Ehh sì cari Galapagos.
Per amore… per amore stasera farei una pazzia ma se non me la levo subito dalla testa, sarò costretto a riporre delicatamente gli zebedei sul piano della scrivania per poi, successivamente fracassarli in maniera appropriata e con metodo con il cassetto sfilato per l’occasione quindi… Scrollatina di cabeza e voilà… Niente pazzia.
Almeno per ora.
Auguro la buonanotte a tutti coloro che, per amore, sono riusciti a donare anche solo una piccola parte di se stessi, una parte vera e a chi un amore in questa notte non ce l’ha, dico di non sforzarsi a cercarlo ma di dedicarsi ad amarsi come mai avete fatto prima… magari scoprirete una persona meravigliosa.

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AnniVERSARIO

di maxcar75 (22/05/2006 - 23:20)


Oggi mi va proprio di mandare un po’ il mondo a cagare, mi garba di molto…
Sicchè lo fo…
Uno si distrae, o almeno ci prova, si ammazza di lavoro, si obbliga ad uscire combattendo la paura di incontrarla per la strada e poi, un modulo da compilare in ufficio e una strana telefonata con il numero nascosto e un respiro all’altro capo della linea e tutto trema. Un piccolo sisma che non fa crollare che aria ma che con le sue vibrazioni qualche crepa la dissemina qua e là.
Non hai scampo, bastardo e infame il pensiero vola a quel pomeriggio… Lascia perdere… Non provarci nemmeno! Tanto se ha deciso di frullarti i maroni non hai speranze di ricacciarlo giù nel buco…
E allora rivedi l’insieme di quel periodo con la casa da arredare…il nido…, gli amici e i parenti già tutti contenti per quei due ragazzi…Ohhh ma che bella cooppiaaa… Ohhh ma come siete carini insieme… Ohhh… Ohhh un cazzo! E basta con sto’ ohhh!!! Dunque dicevamo…ah già sì, c’erano tanti sogni e tanti progetti e dulcis in fundo c’era la corsa da un gioielliere per comprare la fedina…
Ebbene sì, LA FEDINA!
Tu…tu, paladino degli scapoloni, tu, padrone indiscusso della tua inviolabile libertà guadagnata sul campo... Tu…Tu, povero pirla sei caduto NELLA FAMIGERATA TRAPPOLA DELLA FEDINA!!!!!! ( Tuoni e fulmini… Manca l’audio ma usate l’immaginazione… Sì, insomma fate qualcosa anche voi che cavolo…)
E sei commosso, si vede, hai anche la voce rotta dall’emozione, non piangi perché tu sei un Uomo… ma sei sull’orlo del baratro… e infine glielo chiedi.
Utopia!!! Eresia!!! Dopo il muro è crollato anche l’Uomo!!!
Mi vuoi sposare?
(Ma l’ho detto io?)
(Perché non mi risponde?)
(Forse non sono stato chiaro… d'altronde me lo dice sempre che parlo troppo in fretta…)
(Non mi dirà mica di no?)
(ma vaaa… figurati… anche lei lo vuole…)
Però non arrivano né un sì né un no… ma una sequela di domande e velate polemiche che ti adoperi immediatamente, anzi di più, a dissolvere e qui sarebbe stato utile saper interpretare al volo i segnali (Ricordate? Spero di sì…)ma si sa, chi predica bene poi razzola male… e io in questo caso, come direbbe il buon caro vecchio Camillo Benso di Santena ( e non di Cavour… andate a studiare…), son proprio un piciu!
Resoconto lampo: niente nido, niente ohhh che coppia carina e la fedina? Prima ha fatto un bel volo con svariati rimbalzi tra la cucina e il balcone e poi, l’ultimo giorno, dopo l’ultimo respiro esalato da nostra sorella pazienza, un bella tenaglia, una bellissima e potente tenaglia le ha regalato il dono dell’ubiquità tagliandola in due…
Ora i se, i ma e i però potrebbero farla da padroni ma non mi va, oggi nasceva qualcosa e forse è destino che qualcosa debba nascere per forza e magari quel qualcosa è dentro di me o forse sono proprio io che sto in qualche paradossale modo nascendo. Guardo un film alla tv, scrivo due righe su questo percorso chiamato blog e cerco di non pensare a quella strana telefonata ricevuta oggi.
Bisogna andare avanti, l’unica nobile azione che l’uomo può fare nel tempo, è “andare” ed è anche ora che interpreti come si deve una frase che un Amico a cui voglio molto bene mi ha detto qualche mese mentre ero in piena burrasca:
tu non riesci più a vivere…
Mi conosce il Galapagos, sa che non mi abbatto mai e mi ha sbattuto in faccia senza complimenti che stavolta invece ho mollato, la fune ha ceduto.
Che dirti? Semplicemente grazie… I fatti e il tempo faranno il resto.
E così oggi diventa uno di quei giorni da mandare al diavolo… complimenti: sei stato nominato caro ventidue maggio… Sei contento?
Buon anniversario…

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Gioventù

di maxcar75 (22/05/2006 - 00:07)


Gioventù di sorrisi,
di sguardi ammiccanti,
provocatoria e ardimentosa,
duellante costante coi principi di chi,
un tempo prima di noi,
ha giocato con l’eccitante sregolatezza dell’età.
Gioventù di bambini troppo adulti,
di chi crede di sapere la vita
e invece si perde l’innocente bellezza
del non conoscerla affatto,
di chi chiede alla vita più di quanto,
molto spesso,
è in grado di apprezzare e capire appieno.
Gioventù di giovani che crescono,
imparando sulla pelle,
bruciandosi mani e cuore,
amici di Bacco
che vincono e sopraffanno
le anime che Caronte
attende per traghettare.
Gioventù di baci e sesso rubati all’istante,
di chi,
alla modernità del mondo,
sprigiona gli istinti primordiali
ritornando nelle giungle
da cui sono partiti.


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CHI E’

di maxcar75 (18/05/2006 - 20:35)



Avete provato ad immaginare che aspetto possa avere il nostro pensatore, il nostro blog? E' una persona comune, che fisicamente può piacere o meno, come tutti d'altronde ma voi non cercate di idealizzarlo, di costruirgli addosso un posticcio identikit!
Guardate in voi stessi e riflettete ciò che state guardando (forse per la prima volta...) in uno specchio, uno specchio che vi accompagnerà (e non seguirà...) per tutta la vita, uno specchio magico che solo voi potrete vedere e che quindi non vi farà provare vergogna alcuna correndo il rischio che qualcuno veda e scopra chi o cosa siete.
Questo blog é lo specchio, é voi che vi ci guardate dentro, é la vostra parte nascosta che fa capolino dal buio delle vostre paure, del vostro ego, delle vostre domande...quindi, se vi sta sulle palle, se lo ritenete un idiota complessato, uno sfigato o un caso clinico irrecuperabile...bambine e bambini fate attenzione perché è di voi stessi che state sparlando (ops... parlando!) e questo dovrebbe farvi riflettere un po'...
Sì… ho detto riflettere!
Quel particolare esercizio che si compie nelle vostre testoline ripiene di tv, mode passeggere e buchi neri esistenziali quando per sbaglio scomodate quei due ultimi residuati bellici che vi ostinate a chiamare ancora neuroni!!
Siete avvisati gringos... ora tocca a voi cercare di capire se vi conviene o no guardare nello specchio...
Avrete il coraggio?


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Max Pop Art

di (14/05/2006 - 11:02)

Caro Handy...attendi...

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TI VOGLIO

di maxcar75 (13/05/2006 - 16:25)


Ti voglio, in ogni notte e in ogni giorno,
inseguendo il treno che i nostri sogni
porta la' dove si possono realizzare,
dove non ci saranno più buio a farti paura
o soldati padroni a comandarti.
La vita comincia, ora,
come un bimbo che vede la luce
e già sa quanto sarà amato.
Vivremo solo di favole, stelle,
tu ed io, Gringoire che la sua Notre Dame
ha smarrito.
Con la tua parola più sincera
e la pace nella coscienza,
ti ringrazio mio tesoro
per avermi giurato che la magia esiste...
E non esistono paure o timori o dubbi ora
ma solo tu e come un cieco
che non ha bisogno della vista
per sapere quant'è bello il mondo,
io so quanto tu sia importante per me...
anche adesso, qui,
mentre sotto una pioggia di baci
ti coprirei...amandoti... amandoti...
amandoti.

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POMERIGGI

di maxcar75 (13/05/2006 - 16:25)


Ho passato pomeriggi in riva ad un fiume che con le sue rocce, i suoi pesci, i suoi alberi sugl’argini ha più amici di me.
Ho passato pomeriggi a cercarmi non sapendo se mi sarei trovato.
Passo pomeriggi a scoprirmi.
Passerò pomeriggi a continuare a farlo.

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PALLONE

di maxcar75 (13/05/2006 - 16:24)


Ho trovato un pallone tra i cespugli sulla riva, uno di quelli con cui giocavo da piccolo, uno di quelli che quando finivano sui rovi ai giardini si bucavano subito e che mi preannunciavano la sicura scarica di botte da mio padre perché avevo mandato così presto in fumo ben 1500 Lire.
Mi ha fatto sentire vecchio quel pallone che mi ha visto bambino.
Ma stavo poi veramente meglio? Non avevo i problemi che ho ora ma mi trovavo a convivere con quelli di allora, non meno importanti sicuramente.
A volte mi sento vecchio, forse perché quel bambino ha giocato poco con il pallone da 1500 Lire. E non perché si bucava sui rovi…
Mi hanno fatto crescere troppo in fretta rischiando di farmi dimenticare di essere stato un bambino col suo pallone ai giardinetti che aveva paura di chiedere a suo padre 250 Lire per un ghiacciolo.
Mi hanno fatto conoscere l’invidia, quella vera, che alla lunga porta all’odio e che forse mi porterò dietro fino a quando tornerò un bambino col suo pallone.
Non ho chiesto d’esser messo al mondo, né, in seguito, ho chiesto altro, volevo solo essere amato come io ho amato. Ho ricevuto un gran bel calcio nel culo!!!
Non per questo dimenticherò quel bambino col suo pallone da 1500 Lire, quel bambino con la sua voglia di vita, di rivincita, con la sua rabbia e la sua capacità di perdonare.
Il bambino col suo pallone che sono stato e che vorrò essere.

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NOTTE

di maxcar75 (13/05/2006 - 16:23)


La notte, momento di riflessione, di puntini sulle "i".
I pensieri si fondono l'uno con l'altro formando una catena di domande improbabili e di improbabili risposte così fitta da creare il buio che ci abbraccia e che aspetta lo svegliarsi di fratello Sole per ricordarci che comincia un altro giorno, che la vita, nonostante tutto... nonostante tutto, continua. Sempre.
Sfrecciando come la pallina impazzita di un flipper in tilt da una considerazione all'altra, scopriamo un po' il nostro mondo, che per quanto possa esser piccolo è pur sempre nostro.
C'è il canto di un coro composto da bambini in ciascuno di noi. Credo che non dovremmo mai stancarci di ascoltarlo. Maturare vuol dire anche crescere avendo la consapevole volontà di non crescere troppo, perché quei bambini che cantano nel coro, con quelle voci bianche così soavi, hanno quella libertà di emozionarsi e di emozionare che molti, forse troppi, perdono o meglio, ignari o meno, vi rinunciano non appena da quel coro escono credendo forse presuntuosamente di non doverne più fare parte perché entrati ormai nel fantomatico mondo degli Adulti! Alleluia!
Balle!
Ci sono sensazioni che il nostro amico-nemico "progresso" ci sta facendo dimenticare. Non abbiamo tempo per emozionarci e la nostra sensibilità è ben riparata (nascosta??) da una bella corazza che con la sua "A" di "Adulto" stampata sul petto ci protegge dagli errori, se errori li possiamo definire..., che abbiamo commesso quando bambini del coro eravamo, quando come gli indiani d'America ragionavamo col cuore e non solo con il cervello, freddo e materiale protettore delle delusioni che a causa di questa nostra debolezza, questo essere sensibili, vivi, ci attaccano inesorabili.
Non dico che dovremmo fermare il progresso, anche perché con la sua moltitudine di facce sarebbe difficile da attaccare e non sarebbe comunque giusto visto che è una nostra creatura da quando il primo ominide sbirciò la terra che lo circondava e lo sarà fino a quando l'ultimo discendente di quel primo ospite leverà le tende e amen. Dico solo che stiamo quantificando, valorizzando e monetizzando più di quel che dovremmo, più di quello di cui avremmo bisogno.
Credo che pensando ad ogni tramonto che vedremo, dovremmo cercare di ricordare l'alba che l'ha preceduto. Così...tanto per mantenere un filo con le origini. Un filo che ci guidi come dei provetti Perseo negli antri di quell'incasinato labirinto che è la nostra vita.



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Riflessioni di un neo nevrotico

di maxcar75 (13/05/2006 - 00:21)



L’arte di ascoltare, oltre che ad essere un grande saggio di Eric Fromm, è la chiave della civile convivenza, l’essenza principe della comunicazione, dell’amore universale.
Ho trovato uno dei mille foglietti che semino tra i miei libri, tra i miei cassetti e nella mia vita, non ho idea di quando io abbia scritto quanto ci sia sopra ma probabilmente doveva trattarsi di un mini vademecum, una sorta di bignami, un post it mentale per non scordare quanto le nevrosi siano condizionanti nella vita di ognuno. Me compreso purtroppo.
Per ciascuno dei soli cinque punti che segnai, credo, nella mia ignoranza, che ci si possa scrivere almeno un libro e se invece i punti fossero presi in blocco, beh… spazio alle biblioteche allora.
Non ho nessuna voglia di commentarli ne tanto meno di spiegarli (è già un casino per me grazie…),
mi va solo di pubblicarli, di condividerli:
Ci sono nevrosi maligne e nevrosi benigne;
Un trauma più è forte, più è facile da curare;
L’analisi aiuta a prendere coscienza del proprio malessere;
L’analisi serve/funziona quando l’inconscio diventa conscio;
Conoscere se stessi = conoscere il mondo.
Non è una dichiarazione d’amore verso la psicanalisi, quella medica intendo, quella dove ancora troppi imbecilli pensano che sia frequentata da matti che ammorbano un dottore con paranoie, fobie o chissà quale altra patologia (persone intelligenti e sagge solo “umane”) e dove il dottore medesimo facendo finta di ascoltare il fuori di testa gli scuce un bel po’ di soldini…
Certo quella è la strada più efficace, ma si può fare qualcosa, volendolo, anche da soli. Non è la stessa cosa ma l’importante è cominciare, l’importante è iniziare la fase della crescita, (non dello sviluppo a base di biscottini troglodita!).
Conoscete quella frase che dice che ogni lungo viaggio comincia con un singolo passo?
Ecco, magari quei cinque punti, scusate la presunzione, potrebbero essere il vostro primo passo…
Tutti a spasso gente…
E’ ora…



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BRIVIDI

di maxcar75 (10/05/2006 - 23:58)


Ho i brividi, seduto qui, in auto, nell'ombra. In piena primavera, quasi alla fine di maggio.
Non é il contrasto tra la calura esterna e la fresca brezza che passa tra i finestrini abbassati.
E' la bellezza di quel che vedo, del paesaggio, con il Po che placido si reca nell'Adriatico con gli alberi colonizzati da simpatici e cinguettanti esseri, con le colline, tutte intorno, morbide e sinuose come seni di giovani donne.
E c'è il sole, l'aria, il fruscio dei mulinelli tra le rocce, polline che fluttua, insetti d'ogni specie, tonalità di verde e azzurro e marrone, il lontano rumore d'un aereo che per non disturbare vola via e soprattutto c'è pace, quella pace che ti da il tempo di osservare le distanti nuvole e di osservarne la forma, la pace che ti fa ascoltare il battito del cuore, che troppe volte ci scordiamo di avere.
Resto qui, in compagnia dei miei pensieri e di un libro che altri pensieri risveglierà cercando di far uscire ancora un po' di più allo scoperto la mia anima, anche se vivendo in un mondo che fa di tutto per seppellirtela sempre più in profondità, non so quanto faccia bene.
Credo sia importante concedersi questi momenti d'apnea sociale dove dimentiche il lavoro con i colleghi stronzi, le spese di casa che non finiscono mai e tutto il resto della merda che ci fa girare le palle.
Questi attimi servono per ricaricare le batterie, per fare il punto della situazione, per farti sopportare gli "Altri" momenti.



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DIO

di maxcar75 (10/05/2006 - 23:56)



Credo che dovremmo avere un Dio più umano, posto, intendiamoci, di aver bisogno di avere un Dio.
Penso che sia comodo, un po’ troppo comodo, star li a guardarci dicendo che siamo noi, noi piccoli peccatori mortali a dover gestire la nostra esistenza, che dal nostro comportamento dipende il comportamento di
San Pietro una volta che ci troveremo faccia a faccia.
Se veramente gli appartiene (merita…) tutta questa magnificenza di cui abbiamo sentito decantare ogni virtù sin dalla nascita, perché non ci rende tutti a sua immagine e somiglianza cosicché sparisca ogni forma di malvagità, più o meno nociva, dalla faccia della Terra così da ricreare, se mai c’è stato, un Paradiso Terrestre???
Qualche pseudo filosofo potrà dire che è giusto che siamo noi a gestire le nostre vite, che solo così si potrà capire chi merita il gettone omaggio per il Paese dei Balocchi ma chi, signori della corte, chi di noi ha chiesto di essere messo al mondo e di essere trattato come le cavie che vagano nel labirinto, sì, quei simpatici topolini che per avere un pezzo di quel fottuto formaggio devono rompersi il culo e il muso a causa dei colpi che si prendono cozzando contro i muri di questa prigione?
Oltretutto “il Principale”, quello che sta seduto su qualche nuvoletta a guardarci, controllarci e schedarci non c’è mai!!
Mai una volta che a una richiesta si faccia vivo, forse è troppo impegnato, va be’ siamo in tanti… ma una volta potrebbe farsi vedere, anche solo per un minuto, basterebbe per ricordargli che ci sono anch’io!!
Lo vorrei solo un po’ più presente, magari come il Messia di Richard Bach, uno con cui poter parlare, forse non facile da capire ma pur sempre disponibile e aperto alle discussioni, non come quel tizio raffigurato su una croce a cui ci hanno insegnato che possiamo parlare in ogni momento ottenendo come risultato l’imbarazzante situazione di ritrovarci a parlare pateticamente da soli!!



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Onda

di maxcar75 (08/05/2006 - 23:47)


Oggi sono io,
con l’odore della città che entra in casa,
con il pensiero che ancora non ti conosco,
con questa notte in cui già penso
a braccia che stringono amori.
Bella… Bella…
Se la mia anima il diavolo mi chiedesse,
esitazione alcuna avrei nel donargliela
se adesso potessi averti qui.
E in questa notte dove le nostre mani
e i nostri corpi si prendono,
mi chiedo già come farò quando sarai lontana.
Un sax dolce…
Una ritmica batteria…
Bolle il sangue nelle vene
quando mi baci la schiena,
quando mi sussurri di pensarti sempre,
senza sosta…
Come se ciò fosse un arduo ardire
mia ingenua notte stellata…
Provo a scrivere parole
ma il mio alfabeto alle tue iniziali è limitato,
ed è tutto quello di cui un uomo
abbia bisogno di sentire dentro
per vivere ogni parte di sé.
Il sapore sulla pelle, sulle labbra,
sdraiata accanto a me,
sensazioni di cose dimenticate lontane e inoffensive,
un mondo intorno a noi discreto e silenzioso.
Giorni che scorrono, battiti scanditi,
ancora il tuo sapore, ancora tu e poi ancora quel dolce sax…
Arriverà qualcuno che ci dirà
che non possiamo camminare tre metri sopra al cielo,
che non si sa mai bene come andrà a finire…
ma chi vive non ha bisogno di pensare
e questo mi fa stare bene, mi fa vivere.
Io mi innamorerei, di nuovo, di più,
perché posso essere sincero,
perché so che tu, questa volta,
mi capisci e senti quello che sento io.
Mi è sembrato di volare
quando sei entrata nella mia vita
e ti sei accorta di me,
non mi sembra vero ma ora non svegliarmi,
è troppo presto per far svanire il sogno.
Restiamo così, occhi negl’occhi,
senza il bisogno di parlare,
di promettersi che non ci lasceremo mai.

Mi ricorderò di noi, in un bacio,
in un universo di cose
in cui ti continuerò ad amare.
E ti cercherò…ohh sì che ti cercherò,
su ogni viso, in ogni sguardo,
in ogni battito d’orologio.
Più vicini sento i tuoi passi,
sali i gradini di corsa arrivando fino alla porta
senza fiato solo per bisbigliarmi all’orecchio felice “Ciao amore”.

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